SIMON SCARROW.
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LA RIVINCITA.
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Ciclo: Roma Arena Saga 4.
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Titolo originale: Arena: Revenge. 2013.
Traduzione di: Roberto Lanzi.
2014. Newton Compton, ROMA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Versione digitale fornita da: Amedeo Marchini.
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L'AUTORE.
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Simon Scarrow  nato a Lagos, in Nigeria quando ne era ancora la capitale, da genitori inglesi. Ha vissuto in molti paesi, tra cui Hong Kong e le Bahamas, prima di stabilirsi in Inghilterra, dove si  laureato all'Universit dell'East Anglia a Norwich, dopo di che si  dato all'insegnamento, come professore di letteratura, prima all'East Norfolk Sixth Form College e poi al City College Norwich.  considerato un grande esperto di storia romana ed ha sempre alternato all'insegnamento ed alle conferenze la sua grande passione: la scrittura. Nel 2005 ha lasciato a malincuore l'insegnamento per potersi dedicare totalmente ai suoi libri. Per approfondire le sue conoscenze, e poterle poi riportare nei suoi romanzi, ha effettuato numerosi viaggi in Italia, Grecia, Turchia, Giordania, Siria ed Egitto.
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Al momento Simon Scarrow ha pubblicato 38 romanzi di cui ben 37 di genere storico. Molto famosa la sua prima serie di romanzi, successivamente denominata Eagles of the Empire, Aquile dell'Impero, tutta incentrata sulla storia dell'Impero romano, composta finora da 18 libri scritti fra il 2000 ed il 2019. Dal 2006 al 2010 Scarrow ha pubblicato una seconda serie di romanzi, denominata Revolution Series, composta da quattro opere, con un'ambientazione diversa, ovvero a cavallo dell'Ottocento e con protagonisti Napoleone Bonaparte e Arthur Wellesley.

Tra il 2012 ed il 2013 Scarrow ha pubblicato una terza serie, denominata Arena, formata da cinque romanzi, ancora ispirati al mondo dei gladiatori dell'epoca romana. Tra il 2014 ed il 2015 ha inoltre pubblicato una quarta serie di cinque romanzi, denominata Invader, I conquistatori, in cui si approfondiscono le gesta della Seconda Legione di Roma gi trattate nei primi romanzi della "Eagles of the Empire Series".
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Dal 2011 al 2014 Scarrow ha pubblicato una ulteriore serie di quattro romanzi, detta Gladiator Series, in una collana dedicata ai ragazzi, che narrano le vicende del giovane Marco Cornelio Primo ambientate nel mondo dei gladiatori. A differenza delle altre serie, che raccontano episodi del primo secolo dopo cristo, in questa i protagonisti vivono nel mondo romano del primo secolo avanti cristo. Infine, nell'arco del 2019 Scarrow ha completato la pubblicazione di una serie di cinque romanzi, detta Pirate series, che approfondiscono la vita e la carriera del pirata Telemaco gi visto in romanzi precedenti.
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Dopo aver prodotto altri romanzi singoli, nel 2017 Simon Scarrow, per la prima volta, ha lasciato il romanzo storico per realizzare un thriller, intitolato Playing With Death, uscito in Italia nel 2018 con il titolo L'ultimo testimone. Per questo romanzo Scarrow si  avvalso della collaborazione del suo allievo Lee Francis. Simon Scarrow ha annunciato per l'agosto 2020 la pubblicazione, in Inghilterra, del suo nuovo lavoro ambientato durante la seconda guerra mondiale, dal titolo Blackout.
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Capitolo uno.
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Roma, inizio del 42 d.C.
Lucio Cornelio Macrone, optio della Seconda legione, imprec a denti stretti udendo
riecheggiare nel tunnel dellanfiteatro Statilio Tauro il boato della folla. Davanti a lui, in fondo al
corridoio sottostante la cavea, una nutrita colonna di gladiatori, criminali condannati e commedianti
attendeva trepidante il segnale delleditor. La tradizione dei giochi stabiliva che uscissero sfilando sulla
distesa di sabbia sotto gli occhi degli spettatori, e solo a quel punto limperatore Claudio avrebbe
ufficialmente dichiarato aperti i giochi. Macrone ricordava bene lordine della sfilata. Da bambino
aveva assistito a parecchi giochi gladiatori; mai, per, avrebbe immaginato che un giorno sarebbe
entrato nellarena da protagonista. Allo squillo delle buccine e al segnale di movimento dato dagli
inservienti, Macrone sent salirgli un sapore amaro in bocca. Il corteo si mise in moto a scossoni.
Avvicinandosi allentrata, loptio si sent ribollire il sangue nelle vene.
Condannato a combattere contro bestie feroci, brontol tra s e s. Mi porter dietro questa
vergogna finch sar in vita.
A qualcuno  toccata sorte peggiore, disse il giovane gladiatore al suo fianco con un eloquio
forbito, indicando una fila di prigionieri di guerra sporchi e scapigliati esattamente davanti a loro, teste
basse in avanti e spalle ricurve. Una delle guardie dice che quei disgraziati dovranno fasciarsi di pelli
animali per poi essere legati a dei pali di legno e sbranati dalle pantere.
Non mi sembra proprio il momento di andare a cercare il pelo nelluovo, adesso, ribatt
Macrone. Sto prendendo parte anchio ai giochi, ragazzo! Un eroe di Roma! Non dovrei esserci
proprio, qui.
Nemmeno io, ribatt Pavone in tono altrettanto amareggiato. Almeno a te tocca superare
solo questa. Per me, invece,  la terza volta che combatto da gladiatore. Dovresti considerarti fortunato,
dannazione.
Macrone lo squadr, le vene rigonfie dalla furia. Dalle gallerie gremite esplose un boato di
acclamazione che gli blocc la risposta in punta di lingua. La testa del corteo era uscita sulla distesa di
sabbia. Obtorto collo Macrone torn a fissare avanti, la schiena rigata di sudore per lafa fetida nel
tunnel. Oltre agli elmi, che li asfissiavano, i due indossavano corazze di bronzo e protezioni imbottite a
gambe e braccia. Lequipaggiamento gravava pesantemente sulla possente muscolatura e il solo
camminare era sufficiente per sudare profusamente nonostante il freddo esterno. In testa al corteo,
loptio scorse i littori con la scure bipenne legata al fascio di verghe appoggiata alla spalla. Dietro di
questi, una variopinta combriccola di acrobati, nani e commedianti per gli intermezzi comici, seguiti a
ruota da una schiera di inservienti dellarena. Gli ultimi a uscire sullarena erano i gladiatori stessi. I
condannati chiudevano la fila con la loro deprimente presenza, occhi spenti fissi in avanti. Altri
gladiatori, campioni delle varie arene provinciali, avanzavano a passo deciso verso laccesso, ansiosi di
chiudere quanto pi rapidamente con i preliminari e tornare ad allenarsi prima dei combattimenti. Tutti
erano incatenati alle caviglie e ai polsi, e scortati da un plotone di pretoriani.
Non riesco a vedere niente con questo affare in testa, si lament Macrone, armeggiando con
la visiera dellelmo. Come pensano che dovremmo vincere un combattimento mezzi accecati in questo
modo?
Sospetto che la cosa sia voluta, rispose laconicamente il giovane gladiatore. Del resto le
venationes non sono lattrazione principale dei giochi.
E con questo cosa vorresti intendere?
Che se non siamo in grado di vedere comodamente, il pubblico si divertir di pi.
Macrone fiss torvo il giovane al fianco, sprizzando furia dai minuscoli fori della visiera. In
tempi non molto lontani aveva nutrito compassione nei confronti di Marco Valerio Pavone, figlio di
legato, condannato a combattere nellarena da gladiatore; ma loltraggio di dover prendere parte ai
giochi era un doloroso tarlo che lo consumava dentro, mettendone a dura prova la pazienza.
Chiudi il becco!, gli sbrait in tutta risposta.  colpa tua, prima di tutto, se mi ritrovo in
questa situazione.
Cosa?, reag il giovane, indignato, mentre gli acrobati entravano nellarena con capriole e
salti per strappare un ennesimo applauso al pubblico.  stato il segretario imperiale che ti ha
condannato a combattere qui oggi, io non centro nulla.
Stronzate, amico! Lunico motivo per cui sono qui  che il segretario imperiale mi ha ritenuto
responsabile della rivolta dei gladiatori di Capua.
Be, tu eri il lanista facente funzioni, se non erro, ribatt Pavone in tono secco.
E se tu non avessi stuzzicato i traci del ludus, lo sarei ancora. Quelli non sarebbero mai insorti
e io avrei continuato con il mio incarico alla scuola in attesa di ritornarmene alla legione sul Reno. E
invece, guarda: per punizione sono qui a sostituire un trace morto. Macrone scosse la testa. Soldato fin
nel midollo, lonta di apparire nellarena gli tolse definitivamente la parola.
Dimentichi che ti ho aiutato a sedare la rivolta.
Macrone sbuff. Hai sempre una scusa pronta, vero? Le cose andavano benissimo prima di
incontrarti. Avevo una bella medaglia scintillante da parte di Claudio e le puttane migliori. E per giunta
ero anche stato promosso a centurione. E adesso guardami.
Quando furono vicini alluscita del tunnel, una marea di teste sobbalzanti si apr davanti ai loro
occhi. Pavone ud la melodia dei flautisti e degli organi ad acqua, le note delicate improvvisamente
soffocate dalle urla e dai ruggiti degli animali esotici trasportati su grossi carri in un giro dellarena, per
stuzzicare lappetito degli spettatori in previsione delle venationes e dei combattimenti tra animali.
Qualche istante dopo, esplose un coro di buccine e, in un rombo, gli spettatori scattarono in piedi
allunisono in trepidante attesa.
Deve essere arrivato Claudio, comment Macrone.
Per Giove, senti questo!, esclam Pavone mentre la massa di gladiatori entrava nellarena in
un boato sempre pi forte da far tremare il terreno sotto i piedi. Chiss che calca di gente deve esserci
lass nelle gallerie.
Sempre meglio stare lass che quaggi in mezzo a questa feccia, ribatt Macrone.
Era pi che giusto, pensava, che il popolo fosse accorso numeroso allapertura dei giochi se,
come limperatore aveva annunciato, erano stati organizzati per celebrare il conferimento degli onori
divini alla nonna Livia e senza badare a spese per far rimanere a bocca aperta il popolo tutto di Roma.
Ogni strada e vicolo della citt, ogni muro di taverne e botteghe lungo il tragitto del corteo erano stati
tappezzati di manifesti che annunciavano levento. La competizione delle bighe avrebbe avuto luogo al
Campo Marzio e quella stessa mattina un enorme cocchio tirato da elefanti aveva recato in processione
leffigie di Livia di fronte alla moltitudine di Romani che affollava ogni strada e angolo della citt. In
qualit di sponsor dei giochi, Claudio aveva fatto arrivare la crema dei gladiatori e dei venatores dal
ludus imperiale di Roma e da quello pi piccolo di Capua. Macrone rabbrivid al pensiero di quanto
potessero essere costati quei giochi: secondo quanto si vociferava in giro, varie centinaia di migliaia di
denarii.
Macrone e Pavone stavano per entrare nellarena quando una voce url: Voi due! Fermatevi!.
I due gladiatori si voltarono contemporaneamente e videro un funzionario dellarena accorrere
verso di loro, lespressione cupa sul viso.
Chi cazzo sei tu?, sbrait Macrone.
Sesto Ostilio Nerva, rispose secco luomo. Il responsabile del programma dei giochi. 
compito mio fare in modo che tutto proceda liscio e senza intoppi. Tu, chiese poi, rivolgendosi a
Pavone, Nome?
Marco Valerio Pavone, rispose il giovane.
E il tuo amico?
Ilario, rispose Macrone, avvampando per la vergogna.
Gli era stato ordinato di combattere sotto falso nome, giacch avrebbe sostituito un famoso
gladiatore ucciso nella rivolta: quantomeno combattendo con il nome di Ilario, sarebbe riuscito a tener
celata la propria identit. Se fosse sopravvissuto e i suoi superiori nella legione avessero scoperto il suo
ignominioso segreto, Macrone avrebbe potuto dire addio alla promozione. E a quel punto la sua
carriera militare sarebbe arrivata definitivamente al termine. Osserv il funzionario consultare
scrupolosamente una tavoletta cerata, scorrendo una lista di nomi. Schiarendosi la voce, Nerva
tamburell su un paio di nomi in fondo allelenco. Aspettate qui. Quando sentite lordine dellarbiter,
tocca a voi. Siete nel secondo combattimento della giornata, per cui sforzatevi di dare un bello
spettacolo e soprattutto di non morire troppo in fretta, ci siamo capiti?.
Pavone rimase di sasso, attanagliato dal terrore. Deve esserci un errore, ci sono molte altre
coppie prima di noi. Il giovane punt un dito sullelenco dei nomi. Controlla meglio il programma. Il
nostro  lincontro di punta. Dovremmo essere gli ultimi.
Nei giorni precedenti, lordine dei combattimenti era stato motivo di accese diatribe nella mensa
del ludus di Capua: i gladiatori erano dibattuti tra la smania di partecipare a incontri successivi cos da
garantirsi un maggior numero di spettatori e, di conseguenza, ricompense pi alte in caso di vittoria, e il
desiderio di essere assegnati a incontri iniziali minori per potersela sbrigare quanto prima. Per
tradizione i combattimenti con gli animali si svolgevano, da programma, durante la mattina, ed erano
seguiti dalle crocifissioni di criminali a mezzogiorno, mentre i combattimenti tra gladiatori avevano
luogo ogni pomeriggio della decade celebrativa.
Cambiamento di programma, rispose Nerva in tono distaccato. Sisinnio sarebbe dovuto
essere il primo, ma scendendo dal colle Capitolino lo stronzo ha pensato bene di suicidarsi buttandosi
con la testa tra i raggi di una delle ruote del carro. A quel punto abbiamo inserito Diodoro ma quello 
sparito nelle latrine e si  infilato uno spazzolone in gola. Morto soffocato dalla merda di qualcun altro.
Che modo di morire.
Per gli di!, esclam Pavone.
Nerva scroll le spalle. Le venationes provocano sempre qualche defezione tra i gladiatori.
Sar per lansia di finire fatti a pezzi, chiss Lo scorso anno se ne sono strangolati a vicenda almeno
una decina prima dellinizio dei giochi. E poi  una bella rogna per il programma, credetemi. Senza
parlare dei caduti e dei feriti da accudire. Nerva fece schioccare la lingua e allung il collo. Per
Giove, spero che il tempo regga. Siamo gi fin troppo stretti con il programma senza che ci si metta
pure la pioggia a complicare tutto.
Macrone scosse la testa. Un paio di defezioni tra i venatores non giustifica il fatto che siamo
passati allinizio della lista. Ce ne sono molti altri programmati prima di noi.
Ordine del segretario imperiale, rispose Nerva, roteando gli occhi, scocciato. Organizza lui i
giochi a nome dello sponsor, limperatore Claudio. Se avete qualcosa da ridire, suggerisco di vedervela
direttamente con lui.
Macrone e Pavone si scambiarono unocchiata veloce da dietro le visiere.
Nerva continu. Una volta terminato il corteo, limperatore presenter i giochi e dir un paio
di parole sulla deificazione della nonna Livia; poi far un discorso pubblico con i dovuti ringraziamenti
al popolo. Inizieremo con lo scontro di un leopardo contro un toro e poi toccher a voi. Sarete in
quattro.
Macrone diede una bella pacca sonora a Pavone sulla schiena. Sentito ragazzo? In quattro
contro una bestia sola! Non mi sembra cos difficile.
Nerva ridacchi. Fossi in voi non ci spererei troppo. Affronterete un leone.
I due gladiatori raggelarono.
E non certo una vecchia criniera, ma un animale addestrato espressamente per i combattimenti
nellarena, prosegu Nerva. Gli addomesticatori li lasciano senza cibo per i due giorni precedenti allo
scontro e poi li marchiano con ferri arroventati per renderli ancora pi rabbiosi. Ne ho visto uno fare a
pezzi mezza decina di gladiatori veterani, sventrati in due. Voi quattro non durerete tanto pi a lungo.
Cercate solo di non spargere troppo sangue in giro, intesi? Siamo a corto di sabbia pulita.
Gli uomini con cui combattiamo, chiese Pavone, chi sono?
Che differenza fa? Morirete comunque.
Voglio sapere se sono esperti con la spada.
Nerva consult di nuovo la tavoletta cerata e biascic: Qui c scritto esordienti. Sono in
cella adesso, probabile che siano dei criminali condannati a morte. Dubito che potranno esservi di
grande aiuto contro il leone.
Il funzionario si infil la tavoletta sottobraccio e si volt per andarsene. Si incammin lungo il
tunnel, fischiettando tra s e s. Macrone attese finch non fu lontano.
Bastardo!, grugn, battendo un pugno contro il muro.
Ah, optio!, gli url una voce stridula dalloscurit. Vedo che stai prendendo la mano col
nuovo ambiente, eh?.
Macrone si volt e vide una figura che scendeva una corta rampa di scale dalla cavea. Luomo
si materializz lentamente fuori dallombra e si avvicin ai due uomini, fermandoglisi davanti con un
leggero ghigno sulle labbra sottili. Gli occhi scintillavano come argento lucidato.
Animo, ragazzo, disse lassistente del segretario imperiale a Pavone. Stai per raggiungere
tuo padre nelloltretomba.
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Capitolo due.
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Gli ultimi due mesi erano costati un buon decennio di vita a Servio Ulpio Murena.
Cosa vuoi da me?, gli tuon contro Macrone.
Che modi sono solo venuto a fare i miei auguri per limminente battaglia, optio, rispose il
liberto nel suo tipico tono arrogante. Tacque un istante e poi aggiunse: O dovrei dire Ilario.
Non la passerai liscia!.
 cosa fatta. E gi che siamo in argomento: che ne dici del tuo nuovo nome? Ha un bel suono,
Ilario, non trovi?.
Sotto lelmo Macrone riboll. Dal fondo del tunnel, in cui venivano tenute ingabbiate le belve
prima della loro sortita nellarena per i combattimenti, echeggiarono ringhi e ruggiti rabbiosi. Nel
passarci davanti poco prima, Macrone e Pavone erano stati investiti da una folata di puzzo di
escrementi misto a terrore.
Una volta che limperatore avr terminato con il discorso ai suoi fedeli sudditi, riprese
Murena, i giochi avranno ufficialmente inizio. Immagino vi abbiano gi comunicato che parteciperete
alle venationes con le fiere e non alla caccia di animaletti innocui: rincorrere antilopi o scimmie di
certo non si addice a due guerrieri di talento come voi.
Questo  un insulto bello e buono!, tuon Macrone.
Sei in debito con limperatore, ricordatelo, ribatt secco Murena. Unapparizione nellarena,
come da accordi presi a Capua. Sopravvivi a questa prova e potrai considerare estinto il tuo debito. A
quel punto sarai libero di tornartene alla tua tanto discutibilmente amata frontiera del Reno.
E io?, chiese Pavone.
Sullaltro versante dellarena si ud il rumore dei passi degli acrobati, dei nani e dei gladiatori
che si congedavano dal pubblico. Pavone fiss Murena, turbato e disgustato dalla vista del liberto greco
che gli stava di fronte e dal pensiero del segretario imperiale Marco Antonio Pallade. Nellambiente
politico di Roma non era certo un segreto che Claudio facesse grande affidamento su una conventicola
di liberti per la gestione degli affari quotidiani dellimpero. Pavone sapeva anche che erano stati
proprio Pallade e Murena a convincere Claudio a condannare a morte suo padre, Tito, il rispettato
legato della Quinta legione che aveva tentato di riportare Roma alla repubblica, gettandolo nellarena a
battersi contro Ermete, il pi forte gladiatore della familia imperiale. Combattimento terminato, come
era facilmente prevedibile sin dallinizio, con lumiliazione di Tito. In seguito, anche Pavone  figlio
unico del legato nonch tribuno militare di valore nella Sesta  era stato privato del proprio status ed
egli stesso condannato a una miseranda esistenza da gladiatore. Sotto la tutela di Macrone e contro ogni
pi ottimistica previsione, Pavone aveva alla fine trionfato contro una lunga serie di temibili avversari,
diventando cos un eroe per il popolo di Roma, con grande disappunto di Pallade e Murena.
Il braccio destro del segretario imperiale abbozz un pallido sorriso. Tu morirai in questo
combattimento o nel prossimo. O magari in quello dopo ancora, cambia poco, Pavone. Non
commetter due volte lo stesso errore. La tua fortuna ormai si  esaurita.
Il giovane sent, immediata, la morsa gelida della paura chiudersi sulla nuca. Il suo odio nei
confronti dei due liberti stava addirittura iniziando a oscurare il desiderio di vendetta contro lassassino
di suo padre, Ermete. Tu non puoi uccidermi, non sotto gli occhi del pubblico. Per il popolo sono un
eroe e se mi vedr morire tra gli artigli di una bestia feroce, si rivolter contro Claudio.
Murena scoppi un una risata aspra. Non penso proprio, ragazzo. Vedi, la rivolta di Capua ha
messo in allarme il popolo: non c nulla che possa innervosirlo pi del timore di una seconda
sommossa alla Spartaco. Il liberto si osserv distrattamente le unghie curate. Tu eri a Capua al
momento della rivolta, il che ti destina a un trattamento speciale. Adesso anche lultimo ubriacone della
Suburra  convinto che tu sia un ributtante traditore, n pi n meno di tutti gli altri gladiatori. E
acclameranno la tua morte.
 una menzogna!, esplose Pavone rabbioso. Io non ho niente a che fare con la rivolta! Sono
i traci i soli e unici responsabili.
Prova a spiegarlo al popolo. Per loro i gladiatori sono tutti uguali, solo feccia. Un sinistro
luccichio illumin gli occhi del liberto mentre riprendeva a parlare. Per quale altro motivo pensi che ti
abbiamo permesso di combattere con il tuo vero nome? Hai tutto il pubblico contro.
Macrone lo fulmin con lo sguardo. Bastardi! La pagherete per questo.
Murena sorrise imperturbato. Un po tardi per le minacce, optio. Tra laltro, semmai ti saltasse
in mente di raccontare la verit su quello che realmente  accaduto a Capua, temo che saremo costretti
a informare i tuoi superiori alla Seconda che hai preso parte a una venatio, e non penso debba ricordarti
a quali conseguenze andresti incontro se venissero a sapere della tua ignominiosa partecipazione a dei
giochi gladiatori.
Uno squillo acuto trafisse laria, annunciando linizio dei combattimenti tra animali. Macrone si
volt per un brevissimo istante, proprio mentre un leopardo artigliava selvaggiamente un toro. I due
animali erano legati luno allaltro da una catena avvolta attorno al busto, che li costringeva a un
combattimento ravvicinato e violento. Il leopardo diede unaltra zampata e il toro indietreggi verso il
parapetto perimetrale dellarena, lanciando spaventosi muggiti di dolore e perdendo sangue a fiotti da
una ferita sul fianco.
Dov mio figlio?, chiese Pavone a Murena.
Ah certo, il tuo Appio i bambini crescono cos velocemente, sai? Difficile credere che abbia
gi due anni. Purtroppo temo che Appio non sopravvivr cos a lungo da festeggiare il suo terzo
compleanno. Sulla faccia del liberto apparve uno sguardo glaciale. Appio era stato sottratto dalla casa
di Pavone e portato nel palazzo imperiale, e il padre aveva continuato a sperare che al piccolo potesse
essere risparmiato lo stesso destino suo e del nonno.
Intendi dire che.
Murena annu. Appio verr ucciso domani.
Pavone barcoll allindietro, rabbrividendo di terrore.  solo un bambino un bambino
innocente.
Il liberto gli fece un cenno sbrigativo con la mano. Sto solo onorando la parola che ti ho dato a
Capua, quando ti ho offerto lopportunit di salvarlo. Tutto quello che dovevi fare era sostenere
pubblicamente limperatore ai giochi, ma tu hai stupidamente declinato la nostra offerta. Domani
Appio sar gettato alle bestie feroci e non c nulla che tu possa fare per evitarlo, ormai. A quel punto
lintera famiglia di Valerio sar stata cancellata.
Pavone era inorridito, gli occhi gonfi di lacrime. Macrone avvert una fitta di piet per quel
giovane gladiatore che laveva colpito per labilit nelluso della spada e la ferma risolutezza.
Indurendo il cuore, loptio ramment a se stesso che il padre del ragazzo era stato un traditore di Roma;
punito forse eccessivamente, ma chiunque minacciasse limpero doveva pagarne le conseguenze.
Punire un bambino, per? Era decisamente esagerato. Si volt verso il liberto; Pavone era ammutolito e
sopraffatto dallo sgomento. Che ne  delle nostre armi?, chiese.
Ah s, le armi. Murena cambi posizione, apparentemente a disagio. C stato, ehm, un
piccolo cambiamento di programma entrerete nellarena disarmati.
Sotto lelmo, Macrone si rabbui. Non  cos che si affronta una venatio! Questo  ci che
aspetta i criminali condannati a morire. Noi siamo guerrieri e dovremmo avere una lancia e una spada.
Il liberto arricci il naso, spazientito. E le avrete, optio, le avrete ma non allinizio del
combattimento. Ho fatto in modo che le armi vengano sparpagliate in giro per larena.
Ma  ingiusto!, protest nuovamente Macrone. Il leone ci sbraner prima che riusciamo a
recuperarle.
Murena lo fiss torvo. Non mi piace il tuo tono di voce. Il pubblico  stufo dei soliti
combattimenti tra gladiatori, pretende qualcosa di nuovo. Come sponsor dei giochi, Claudio  sotto una
costante pressione per il dover ideare modi sempre nuovi di uccidere. La vista del sangue  lunico
modo per tenere il popolo sotto controllo. Dobbiamo appagare i suoi barbari istinti se vogliamo che i
giochi abbiano successo e siano garanzia di sostegno per Claudio, altrimenti tutti gli sforzi per dare
vigore alla reputazione dellimperatore si riveleranno vani.
Che triste, comment sarcastico Macrone.
Murena parve non averlo sentito. Tra laltro, portate unarmatura completa invece della
semplice tunica solitamente indossata da chi combatte contro le bestie. Quelle dovrebbero proteggervi a
sufficienza.
Un ruggito echeggi nellarena quando il leopardo ebbe finalmente la meglio sul toro.
Non  possibile che stia accadendo veramente, mormor Pavone con voce incrinata dal
dolore.
Ma  cos buona fortuna, rispose Murena, con un cinico ghigno in faccia. Se la dea
vorr.
Pavone fiss abbattuto il liberto dargli la schiena e incamminarsi su per la scala di pietra. Un
istante dopo un drappello di pretoriani condusse due altri bestiarii incatenati verso Macrone e Pavone.
Entrambi i combattenti portavano una pesante armatura con elmo. Tra la folla vibr un brusio eccitato
quando il presentatore annunci il combattimento successivo. Le guardie afferrarono Pavone e
Macrone per un braccio e li spinsero verso il cancello assieme allaltra coppia di guerrieri.
Un inserviente sbirci fuori nellarena, in attesa che larbiter gli desse il segnale di lasciar
uscire gli uomini sulla sabbia. I gladiatori furono raggruppati mentre un pretoriano li liberava dalle
catene sotto lo sguardo vigile dei compagni.
Quella vipera di un greco, sbott Macrone, strofinandosi i polsi arrossati quando la catena fu
sciolta. E questa maledetta armatura non serve a niente. A malapena riesco a muovermi.
Sospetto che sia stato fatto apposta, rispose Pavone in tono amaro. Murena ci vuole tutti e
due morti.
Stronzate!, ribatt incredulo Macrone. Sono un soldato decorato dallimperatore Claudio in
persona, ragazzo! Orgoglio della Seconda legione. Non hanno motivo di volermi morto.
Pavone allora fece una considerazione a voce alta. Tu sei lunico altro testimone credibile di
ci che  accaduto a Capua, lunico che pu dimostrare che siamo entrambi innocenti. Lha detto
Murena stesso. Pensi che possano fidarsi che terrai la bocca chiusa?.
Macrone grugn e si volt di scatto. Pur controvoglia doveva ammettere che il giovane aveva
ragione. Essere di nuovo a Roma per i giochi gli aveva ricordato il motivo per cui aveva deciso di
andarsene da quella citt, in origine: troppi intrighi e secondi fini. Bisognava avere occhi anche dietro
le spalle e lui preferiva la semplice disciplina della vita militare ai confini dellimpero. L sul Reno,
niente rischi di finire pugnalati a tradimento dal liberto greco di turno, pens. Solo uomini onesti che
affrontavano orde di barbari.
Gir di scatto gli occhi avanti quando linserviente spalanc il cancello. Nerva batt impaziente
le mani per farli avvicinare, lui, Pavone e gli altri due gladiatori.
Abbiamo il pienone oggi e vogliono tutti veder scorrere sangue per cui dategli quello che
chiedono. E ricordate: limperatore ha sborsato parecchio denaro per metter su questo spettacolo, non
deludetelo facendovi ammazzare subito.
Neanche per sogno!, rispose Pavone in tono secco.
Macrone lo afferr per un braccio. Fammi un favore, ragazzo.
Cosa?
Se per un qualche cazzo di intervento divino ne uscissimo vivi, non raccontare mai a nessuno
che sono stato costretto a combattere da gladiatore. Sarebbe la mia rovina.
Pavone annu. Le guardie gli diedero uno spintone alle spalle, facendogli varcare il cancello
aperto sullarena.
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Capitolo tre.
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I gladiatori uscirono nellarena. Nuvole grigie aleggiavano basse nel cielo, gonfie di pioggia.
Pavone scandagli la scena che gli si apriva davanti. Su tutto il terreno erano stati piantati alberi esotici
e arbusti per ricreare unambientazione forestale per le venationes. Tra il fogliame, nei pressi del
cancello nel settore opposto, scintillavano punte di spada e di lancia. Alcuni inservienti erano
indaffarati a ripulire freneticamente il terreno dopo il precedente combattimento: quattro trascinavano
fuori la carcassa del toro sventrato, altri due pulivano velocemente le pozze di sangue, uno spargendo
sabbia asciutta e laltro spruzzandovi sopra acqua di rose. Due domatori avevano intrappolato il
leopardo con una rete e lo stavano trascinando via verso il cancello aperto allaltro lato dellarena.
Pavone scorse un leone rinchiuso in una gabbia metallica nei pressi dellimboccatura della galleria di
accesso, gli occhi minacciosamente scintillanti nella penombra. Una volta che il leopardo fu fuori
dallarena, le guardie richiusero il cancello.
I quattro combattenti raggiunsero il centro dellarena scortati dai pretoriani, pronti a fermarli se
si fossero lanciati subito verso le armi sparpagliate prima che il leone fosse stato liberato. Pavone fece
una smorfia di dolore: aveva i muscoli ancora malconci per le ferite riportate durante la rivolta di
Capua. Un lungo livido rosso scuro gli copriva quasi tutto il braccio. Recuperando la ferrea
determinazione che Macrone gli aveva instillato durante laddestramento, il giovane ignor il dolore e
si concentr sullimminente combattimento.
Macrone fissava la cavea attraverso i fori dellelmo, accarezzato da una brezza fresca.
Per Giove!, farfugli. Non ho mai visto questo posto cos zeppo.
Pavone sollev lo sguardo verso le gallerie. Loptio aveva ragione, constat personalmente. La
capacit ufficiale dellarena era di ventimila persone, ma sembrava che per lapertura dei giochi nella
cavea vi fosse stipata molta pi gente. I primi quattro livelli di gallerie straripavano; anche le passerelle
che conducevano alle vie di uscita erano affollate di gente ansiosa di dare almeno una rapida occhiata
ai gladiatori. Il quinto livello era senza dubbio il pi gremito, tutti stretti gli uni agli altri, spalla contro
spalla, una calca pericolosa sulla malsicura terrazza sovrastante le pi spaziose gallerie inferiori. Gli
spettatori sorseggiavano vino passandosi otri di mano in mano, rossi in viso per il calore umano
sprigionato da quellassembramento di corpi. Laria era satura del baccano della folla che inneggiava
alla prestanza sessuale dei gladiatori suscitando, e non poco, lo sdegno dei cittadini pi privilegiati
delle gallerie inferiori. La gradinata pi bassa era occupata da magistrati e alti sacerdoti imperiali, un
semplice parapetto li separava dal terreno dellarena.
In posizione dominante, il padiglione imperiale. Pavone scorse limperatore accomodato sul
ricco scranno, la distintiva toga purpurea drappeggiata morbidamente sulle gracili spalle, affiancato
dalle guardie del corpo germaniche. La vista di Claudio gli fece riavvampare, travolgente, la brama di
vendetta e le tempie presero a pulsargli. In piedi, alla destra dellimperatore, un uomo di bellaspetto
con capelli ricci neri, Marco Antonio Pallade, segretario particolare di Claudio, abbass gli occhi sul
giovane gladiatore, ghignando con aria di sufficienza. Alla sua destra Murena, il fedele braccio destro,
osservava, accigliato, la fila dei senatori seduti a monte del padiglione imperiale. Pavone ne segu lo
sguardo e not che nella galleria senatoriale un solo posto non era stato ancora occupato. Un istante
dopo, allentrata individu loggetto dellirritazione di Murena. Con andatura pacata ed elegante, un
uomo canuto si dirigeva verso il posto ancora libero, lo sguardo penetrante fisso in avanti,
apparentemente incurante degli altri spettatori, le strisce sulla tunica di finissima fattura indicanti
lappartenenza alla classe senatoriale. I suoi colleghi si alzarono premurosamente per permettergli di
passare; nel sedersi, luomo si volt e fiss Pavone. Il giovane carp un luccichio nei suoi occhi.
Dun tratto, un boato di fischi e urla lo colse di sorpresa, distraendolo dallo sconosciuto. Nei
precedenti combattimenti, a Paestum, Pavone era stato sempre accolto da ovazioni estatiche. Ora
sembrava che il popolo lo avesse invece in spregio.
A morte, miserabili!, si ud gridare al di sopra del baccano generale.
Traditori!, grid qualcun altro.
Cazzo!, borbott Macrone. Sembra che Murena avesse proprio ragione. Li abbiamo tutti
contro.
Gli inservienti abbandonarono prontamente larena, dimenticando, per la premura di far
riprendere i giochi senza ritardi, alcune chiazze di sabbia sporche di sangue e viscere di toro e la catena
che legava il toro al leopardo. Pavone li osserv uscire. Contemporaneamente larbiter diede il segnale
al domatore di animali in attesa dietro il cancello opposto di liberare il leone dalla gabbia. Pavone si
sent rizzare i peli sulla nuca quando vide i pretoriani e larbiter affrettarsi ad abbandonare larena
attraverso la stessa uscita usata dagli inservienti. Pavone e Macrone si ritrovarono soli con gli altri due
bestiarii. Allo schianto di chiusura del cancello, uno degli altri due gladiatori si stacc dal gruppo,
lanciandosi in corsa verso le armi sparpagliate, incespicando, la corporatura possente appesantita
dallarmatura. Voltando leggermente la testa, Pavone guard il cancello opposto. Dal fondo del buio
tunnel echeggi un ruggito cavernoso. Macrone si volt per seguire il bestiarius ma Pavone lo
trattenne, afferrandolo per un polso.
Lasciami andare, ragazzo! Le armi sono laggi, dobbiamo prenderle!.
Aspetta!, gli sibil Pavone. Guarda.
Il giovane indic con la testa il leone ancora rinchiuso nella gabbia di metallo nel tunnel. Un
istante dopo, il domatore sfil la sbarra di blocco. Il cancello si spalanc e dalloscurit il leone balz
fuori nellarena. Quando la belva si avvent sul bestiarius, la cavea fu scossa da un boato, seguito da
urla di eccitazione strozzate, tanto il pubblico era rimasto impressionato dalla rapidit e dalla ferocia
dellattacco. Pavone, Macrone e il terzo gladiatore rimasero immobili, i muscoli del petto sempre pi in
tensione per il terrore quando il leone inchiod il bestiarius a terra con le zampe e inizi a dilaniargli
un braccio. Luomo lanci un gemito soffocato mentre dalla ferita iniziava a sgorgare un copioso fiotto
di sangue, insozzando la sabbia bianca. La belva strattonava furiosamente la testa da una parte e
dallaltra, strappandogli brandelli di carne.
Ululando di dolore, il bestiarius intrappolato tent di staccarsi di dosso le zanne dellanimale. Il
leone gli artigli lavambraccio, squarciandoglielo. Luomo si strinse immediatamente la ferita con
laltra mano, abbassando la guardia dalla faccia. Fulminea, la belva si tuff in avanti e gli affond le
zanne nel collo. Dalla ferita, uno schizzo di sangue macchi la sabbia. Le urla del bestiarius furono
impietosamente soffocate da quelle del pubblico, che inizi a incitare il leone perch strappasse la
faccia alla sua preda. Persino Macrone sent vacillare la sua ferrea determinazione, di fronte alla
terrificante scena della fiera che faceva a pezzi il gladiatore. Nel padiglione imperiale, Claudio balz in
piedi, battendo furiosamente le mani allorch il leone alla fine sventr il bestiarius, strappandogli
viscere e organi.
Se solo potessimo superare quel mostro e raggiungere le armi, disse loptio, fissando
tristemente le spade e le lance distanti. Con quelle potremmo sgozzarlo come un pesce schifoso.
Pavone si volt verso il suo ex mentore. Macrone cio, Ilario, si corresse allistante,
ricordando che non erano soli. So come sconfiggere il leone. Fa come ti ordino.
Tu che dai ordini a me? Non dire cazzate!  stato proprio per un tuo consiglio che sono finito
dove mi trovo adesso.
Mio padre aveva una propriet ad Antium, inizi a raccontare il giovane.
Senti ragazzo, non  proprio il momento per le storielle sulla tua infanzia adesso.
Stammi a sentire! Mio padre mi portava sempre a caccia, era un appassionato collezionista di
animali selvatici e ne riportavamo sempre parecchi dai nostri viaggi: cervi, struzzi, persino le bizzarre
iene. Io so come affrontare queste bestie, come intrappolarle e ucciderle.
Macrone fece un cenno con la testa verso il leone che banchettava con le viscere del gladiatore.
Nel caso ti fosse sfuggito, Pavone, non dobbiamo affrontare una iena. Questo  un cazzo di leone!.
Non cambia nulla. Lunico modo per scamparla  fare lavoro di squadra.
Il romano ha ragione, si intromise il terzo uomo. Parlava latino con un marcato accento.
Quel leone ha appena fatto a pezzi Cygnus e ammazzer anche noi se non facciamo qualcosa.
Pavone guard il gladiatore. Aveva una voce vagamente familiare ma non riusciva comunque a
individuare a chi appartenesse.
E va bene, ragazzo, abbozz alla fine Macrone. Comandi tu allora per questa volta. Qual
 il piano?. Macrone detestava lidea di prendere ordini da un marmocchio aristocratico, ma daltra
parte non aveva alcuna esperienza con gli animali selvatici e si rendeva conto di doversi per forza
fidare ciecamente del giovane.
Pavone riflett qualche istante. Il leone  pi forte e veloce di noi e non riusciremmo mai a
batterlo in uno scontro diretto. Dobbiamo trascinarlo in una trappola. Io lo distrarr, cos voi potete
andare a recuperare le armi, poi lo attirer verso di voi e appena lo avrete a portata, uccidetelo.
Macrone scosse la testa. Mi sembra proprio un piano idiota.
Se ne hai uno migliore, sentiti libero di condividerlo con noi.
Sa il fatto suo, comment il terzo uomo. Dovremmo fare come dice lui.
Pavone guard di nuovo il compagno. Ancora quella voce. Dove laveva gi sentita prima di
allora? Mise velocemente da parte quel pensiero quando il leone scaravent via quel poco che rimaneva
della sua preda e adocchi loro, i soli altri uomini nellarena. Pavone scivol lentamente verso la catena
abbandonata a terra dal domatore, attento a non fare movimenti bruschi che avrebbero attirato
lattenzione della belva.
Non so cosa stai facendo, ma, per Giove, cerca di farlo in fretta, ragazzo!, esclam Macrone a
voce bassissima. Quel bastardo sembra parecchio affamato.
Pavone raccolse le interiora del toro e se le strofin su braccia e gambe, rimanendo quasi
soffocato dallodore pungente del sangue. Poi raccolse la catena dalla sabbia mentre il leone iniziava ad
avvicinarsi, fissandoli tutti, uno dopo laltro, come se stesse decidendo quale dei tre potesse essere il
boccone pi succulento. Riempiendosi i polmoni di aria, Pavone url contro la fiera e la sferz con
unestremit della catena. Quando la colp sul lato del muso, si ud un tonfo sordo. Il colpo stord
temporaneamente la belva, che poi fece un mezzo giro e sfoder le zanne verso Pavone con fare
minaccioso, sollevando il muso per annusare laria e leccandosi le labbra allodore di sangue che
emanava dal giovane. A quel punto si gir completamente, dando le spalle a Macrone e al terzo
gladiatore, strizzando gli occhi verso Pavone.
Adesso!, url questultimo agli altri due.
Come fulmini, Macrone e laltro uomo aggirarono il leone e si lanciarono di corsa verso le armi
sparpagliate sul lato opposto dellarena. Avvertendo del movimento alle spalle, il leone lanci un
ruggito profondo e si gir di nuovo verso i due che correvano. Pavone allora lo sferz di nuovo. La
belva rugg, girandosi ancora verso il giovane, le nere fessure degli occhi ancor pi sottili e
selvaticamente rabbiose, abbassandosi e battendo la coda sulla sabbia. Poi schizz verso di lui,
scalciando nuvole di sabbia, attraversando larena a velocit spaventosa. Con la morsa della paura alla
gola, Pavone gett via la catena, gir su se stesso e si mise a correre a perdifiato per allontanarsi dal
leone. Vide Macrone e laltro gladiatore ormai vicini alle armi.
Pur essendo un atleta nato e nonostante si fosse allenato con le partenze veloci durante
laddestramento con Macrone a Paestum, Pavone era appesantito dallarmatura, che gli era di grande
intralcio, quasi stesse guadando una palude fangosa. Sentiva il terreno tremargli sotto i piedi, scosso
dalla corsa della bestia che lo inseguiva. I ruggiti gli rimbombavano allinterno dellelmo. Vide
Macrone esattamente di fronte a lui che raccoglieva una lancia e si voltava verso il leone. Si gett
unocchiata alle spalle e vide che la bestia stava spiccando un balzo verso di lui, con gli artigli estesi e
le zanne sfoderate.
Lanciala!, url allora a Macrone, e con lultimo respiro che gli rimaneva si gett di lato
mentre loptio scagliava la lancia. Pavone rotol su se stesso mentre il leone lanciava un ruggito
assordante che lo fece rabbrividire. Alzando lo sguardo, vide la bestia rovinare a terra con un tonfo
proprio davanti ai piedi di Macrone. Allimpatto con il terreno sabbioso, la lancia che gli sporgeva
dalladdome si spezz in due con uno scricchiolio sordo sotto la pesante stazza dellanimale.
S!, esult Macrone, battendosi un pugno sulla coscia.
La sua esultanza, per, si interruppe bruscamente quando il leone, dopo uno spasmo, si rialz
sulle zampe, lanciando un ruggito di sfida, incurante del moncone dellasta che gli fuoriusciva dalla
pancia. Pavone lo fiss incredulo quando, come se niente fosse, la bestia scaravent via il massiccio
optio con una sola zampata. Macrone stramazz a terra accanto al giovane, un grosso squarcio alla
coscia. Pavone risollev rapidamente lo sguardo mentre il leone gli si avvicinava, grugnendo di dolore.
Dannata bestia!, mormor in tono allarmato. Ce lavevamo quasi fatta.
Allavvicinarsi del leone con chiari intenti assassini, Pavone rimase immobilizzato dal terrore; il
pensiero che lo dilaniasse gli fece raggelare il sangue nelle vene. Larena fremette, gli spettatori si
alzarono in piedi allunisono per meglio guardare i due gladiatori ormai spacciati.
Vieni qui, bastardo!, url a quel punto il terzo gladiatore, conficcandogli una punta di lancia
nella schiena.
Il leone scosse lenorme testa da una parte e dallaltra, nel tentativo di scrollarsi di dosso la
lancia. Il gladiatore gliela estrasse solo quando finalmente si allontan da Macrone e Pavone. Luomo
rimase immobile. Sulla schiena dellanimale un taglio rosso fuoco, la punta della lancia colante sangue
bollente. Un istante dopo, la belva spicc un balzo verso il gladiatore. Artigliato al petto, luomo grugn
e cadde allindietro, stramazzando pesantemente sulla sabbia e perdendo la presa sullasta. Il leone
rugg, abbassandogli le fauci sul collo. Il gladiatore stese un braccio verso la lancia, sfortunatamente
caduta troppo distante.
Uccidetelo!, url allora, implorante, agli altri due gladiatori.
Pavone si rese conto di dover agire allistante. Scatt in piedi raccogliendo una lancia
abbandonata a terra poco lontano. Nel frattempo il leone spalancava le fauci accingendosi a uccidere la
sua seconda vittima. Pavone piant saldamente i piedi nella sabbia e punt la lancia verso lanimale.
Sensi acutizzati e muscoli tesi, avvertiva fisicamente leccitazione del pubblico e lo scintillio della
sabbia sotto i suoi piedi. Si riemp i polmoni di aria e scagli la lancia contro il leone. Trafitta alla
schiena, la bestia si rizz sulle zampe posteriori per il dolore, la criniera striata di sangue. Un brusio di
stupore si lev dalla cavea quando il leone rovin a terra sul dorso, ghermendo laria con le zampe, la
respirazione strozzata dalla morte.
Pavone tir un sospiro di sollievo, una piacevole sensazione che, per, svan nellistante in cui
tra il pubblico ud diffondersi, a macchia dolio, mormorii di scontento: sopravvivendo, i gladiatori li
stavano privando del morboso piacere di veder anche loro dilaniati dalla belva. Pavone sent la pancia
scombussolata da un miscuglio di emozioni: esultanza per aver sconfitto il leone, mista allopprimente
consapevolezza di aver solamente ritardato la propria morte. Sollev gli occhi sul padiglione imperiale
e vide Pallade e Murena visibilmente innervositi. Per contro, non pot fare a meno di notare, il senatore
ritardatario dalla faccia severa sembrava assai compiaciuto del risultato. Al piano inferiore rispetto al
senatore, Pallade mormor discretamente qualcosa al suo braccio destro. Murena annu e prontamente
si alz dalla sedia, dileguandosi gi per una scalinata sul retro.
Toglietemi questo cazzo di bestione di dosso!.
Pavone si volt immediatamente verso il terzo gladiatore, che dimenava gambe e braccia in
cerca di aiuto, schiacciato a terra sotto il peso morto del leone. Lo raggiunse rapidamente e fece
rotolare via il corpo della belva dal petto delluomo. Poi gli porse una mano che il bestiarius scost
rudemente.
Non aspettarti i ringraziamenti per avermi salvato la vita, romano, gli ringhi contro, in tono
sprezzante. Lunica ragione per cui ho accettato di aiutarti a uccidere il leone  perch non volevo che
fosse lui a ucciderti volevo tenere questo piacere per me.
Pavone sbianc sotto lelmo quando sullavambraccio delluomo not una cicatrice a lui molto
familiare, il marchio distintivo della casa di Gurges, il ludus di Paestum in cui poco tempo prima era
entrato come recluta per seguire laddestramento di Macrone. E alla fine riconobbe anche la voce
monocorde e marcatamente accentata dellaltro bestiarius.
Amadoco?, azzard con voce tremolante. Sei tu?
Certo che sono io!.
Quando Amadoco si rialz in piedi, Pavone si sent attanagliare dallansia. I due erano stati
accaniti rivali durante il periodo di addestramento di Pavone a Paestum. Da campione mai sconfitto del
ludus, il selvaggio trace aveva immediatamente preso a malvolere quel novizio romano di aristocratici
natali condannato alla gladiatura. La rivalit, poi, era definitivamente degenerata allorch Pavone era
stato prescelto, al posto di Amadoco, per prender parte a un combattimento di grande risonanza contro
il violento e temuto celta Britomaris. Da quel giorno il trace gli aveva giurato vendetta.
Alle spalle di Pavone si spalanc un cancello e dal tunnel sbucarono, di corsa, alcune guardie,
seguite da Nerva, che a passo risoluto si diresse verso i tre bestiarii. Lo blocc Murena, richiamandolo
dal tunnel. Il liberto lo prese da parte e inizi a impartire ordini.
Pavone torn a guardare Amadoco. Che ci fai qui?, gli chiese.
Combatto ai giochi, forse non si vede, idiota? E devo ringraziare te, romano.
Pavone ricord che il loro precedente lanista, Gurges, era stato costretto a vendere tutta la sua
familia di gladiatori per scongiurare il fallimento; mentre Pavone e molti altri, per, erano stati trasferiti
a Capua, Amadoco, per contro, era sparito per una destinazione sconosciuta.
Il trace riprese a parlare. Sono stato venduto al lanista di una compagnia gladiatoria itinerante,
un avido bastardo che non aspettava altro che arricchirsi sulla mia pelle. Mi ha buttato nellarena
mentre ero ancora ferito. Ho perso il combattimento, rischiando quasi di rimetterci la vita.
Alcuni inservienti trascinarono il cadavere del leone verso laccesso opposto. Macrone si
premette una mano sulla ferita alla coscia, tentando invano di bloccare il sangue che si insinuava tra le
dita.
Quel combattimento ha segnato la fine della mia carriera nellarena, aggiunse Amadoco,
scuotendo la testa e guardandosi i monconi di alcune dita mozze. A quel punto il lanista mi ha
svenduto per le venationes, dicendo che lalternativa era spedirmi a lavorare nelle cave.  grazie a te,
romano, se sono finito qui e giuro che ti ammazzer appena ne avr la possibilit.
In quel momento, Murena congedava rudemente Nerva. Il funzionario raggiunse i bestiarii e
fece un cenno impaziente a Macrone.
Ilario! Presentati in infermeria e fatti medicare quella ferita. Murena ti raggiunger tra poco,
vuole scambiare due parole con te.
Ottimo!, borbott loptio sottovoce. Non aspettavo altro.
E io?, chiese Pavone.
Nerva fiss con sguardo sinistro prima lui e poi Amadoco. Voi due dovete tornare
nellanticamera con gli altri gladiatori. Potrete assistere ai giochi di caccia mentre siete l e se fossi in
voi, mi godrei lo spettacolo. Una volta che quegli idioti avranno finito di fare i pavoni nellarena,
abbiamo in serbo una bella sorpresa per il pubblico. Avete ucciso il leone, bravi, ma adesso vediamo se
siete in grado di fare lo stesso con un orso bruno dellAtlante.
...
.
...
Capitolo quattro.
...
.
...
Due guardie scortarono Macrone allinfermeria lungo una serie di corridoi. A quellora del
mattino i lettini erano ancora vuoti. Gli inservienti medici erano impegnati a controllare accuratamente
gli strumenti, preparando le barelle e tutti gli attrezzi chirurgici per linevitabile flusso di pazienti che
di l a poco si sarebbe riversato in infermeria. Entrando, Macrone sent nellaria un forte odore di aglio.
Arricci il naso al pensiero della carneficina che non avrebbe tardato a sopraffare il personale medico.
Gli tornarono in mente i ricordi degli ospedali da campo nelle battaglie sul Reno, il puzzo di viscere, gli
stracci imbevuti di sangue, i cumuli di cadaveri.
Un chirurgo avvizzito con occhi cinerei accolse Macrone con un sorriso stanco. A quanto
sembra abbiamo il nostro primo paziente della giornata. Vieni pure avanti, gladiatore.
Macrone rimase fermo sulla soglia. Non gli piaceva il tono di voce del chirurgo.  solo una
ferita superficiale, star bene.
Il medico allung il collo per osservare meglio la sua coscia squarciata e fece schioccare la
lingua. Quando si tratta di bestie feroci, non esistono ferite superficiali, ragazzo. Ho visto come hanno
fatto impazzire un gladiatore prima di causargli la morte. Permettimi di darci unocchiata pi da
vicino.
Macrone strinse i denti quando il chirurgo gli palpeggi la ferita, ispezionandola con lossuto
dito indice. In gola gli risal unondata di nausea. Dopo un istante che sembr durare uneternit, il
chirurgo ritir il dito e si lav le mani in una bacinella dacqua.
Dovresti sopravvivere, se me la fai pulire e suturare subito, gli comunic, asciugandosi le
mani su uno straccio. Altrimenti potresti morire in un paio di giorni. Vieni con me.
Pur controvoglia, Macrone segu il chirurgo in una piccola stanza adiacente. Sulla soglia esit
alla vista di aghi, scalpelli e seghe disposti ordinatamente su un tavolo di legno, le estremit affilate
scintillanti sotto lo sfarfallio delle candele. Il chirurgo si volt a guardarlo. Non sentirai male, vedrai.
Solo un po di dolore quando lago entrer nella pelle, tutto qua.
 quello che ti dicono quando ti portano negli ospedali da campo.
Il chirurgo sorrise saggiamente, avvicinandosi a una panca di legno accanto al tavolo
operatorio. Macrone fece un profondo sospiro e gli si sedette di fronte, lo stomaco rivoltato dalla vista
del chirurgo che preparava gli strumenti.
Intuisco che sei stato nelle legioni, gli chiese il medico per distrarlo.
Macrone stava per ribattere che era ancora un optio in servizio attivo nella Seconda quando
ricord che per tutti era Ilario. Si morse la lingua e si limit ad annuire.
In tanti anni di lavoro sono passati parecchi ex soldati nella mia infermeria, alcuni indebitatisi,
altri congedati dalle legioni.
Da quanto fai il medico nellarena?
Il chirurgo sembr riflettere per qualche istante. Una ventina danni, anno pi anno meno.
Loptio fece unespressione di sorpresa. Mi chiedo come riusciate a prendere sonno, voi
medici.
Ah, dormiamo come sassi, a dire il vero! Col tempo ci si abitua ai cadaveri e alle gambe
mozze. Anche alle urla continue. Lunico problema  dove mettere tutto quel sangue.
Macrone lo fiss incuriosito e il chirurgo si affrett a chiarire. Intendo dire che il sangue di
gladiatore  molto richiesto di questi tempi. Matrimoni, pozioni curative, unguenti. Penso che si debba
tutto a Pavone. Dopo che ha sconfitto Britomaris, il barbaro, per le strade di Roma i bambini non hanno
pi smesso di giocare ai gladiatori. E le donne, poi, sottoline il chirurgo con un sorrisetto,
praticamente si accapigliano per farsi scopare da un gladiatore.
Roma  cambiata parecchio dallultima volta in cui sono stato qui, comment Macrone,
scuotendo malinconicamente la testa. Riflett un istante e poi riprese: Avrai parecchio da fare oggi
con tutte le venationes.
No, ne dubito. So per esperienza che le belve feroci non ci mettono molto ad ammazzare i
gladiatori. Devi ritenerti fortunato a essere sopravvissuto, accade assai raramente. Una volta che i
bestiarii sono stati uccisi, rimangono solo gli intermezzi dei comici, seguiti da qualche combattimento
di minore importanza nel pomeriggio. Domani, invece, ci aspettiamo una giornata piena.
Perch? Cosa c domani?
Sono previsti i combattimenti di gruppo.
Macrone guard il chirurgo con aria perplessa. Aveva sentito dire della novit dei gladiatori
condannati a combattere luno contro laltro finch non ne fosse rimasto in vita uno solo, ma non aveva
mai assistito di persona a combattimenti di quel genere.
Oh s, continu il chirurgo, le competizioni di gruppo sono molto apprezzate di questi
tempi, soprattutto considerando i costi sempre pi alti dei giochi. Non essendo professionisti, i
prigionieri di guerra, gli assassini e i ladri costano molto poco nei combattimenti. Generalmente lo
sponsor dovrebbe sborsare molte migliaia di sesterzi per ogni gladiatore ucciso ai giochi. I
combattimenti di gruppo, invece, costano notevolmente meno. Questi uomini, per, non hanno un
adeguato addestramento e nemmeno particolari abilit con la spada. Dovresti vederli, poveri idioti,
come si colpiscono alla cieca. Le ferite che si causano sono orribili, in tutta sincerit. Braccia mezze
mozzate, mutilazioni dei genitali, di tutto.
Un inserviente sfil a Macrone elmo, protezioni imbottite e gambali. Il gladiatore mantenne lo
sguardo fisso nel vuoto mentre il medico gli medicava la ferita, ripulendo sangue e sabbia con un panno
inumidito prima di suturare lo squarcio con ago e filo. Il chirurgo stava dando gli ultimi ritocchi alle
suture quando sulla soglia spunt Murena.
Finalmente!, esclam Macrone. Ho rispettato la mia parte di accordo. Adesso fammi uscire
da qui, voglio ritornare nella mia legione.
Il liberto lo ignor e fece un cenno al chirurgo. Lasciaci soli, gli ordin.
Annodate le estremit dei fili di sutura, il medico si alz dalla panca e si affrett fuori dalla
stanza, ripulendosi le mani insanguinate sulla tunica. Murena attese che luomo fosse uscito, poi si
volt verso Macrone. Aveva laria agitata.
Come sta la ferita?, gli chiese.
Macrone grugn. Ne ho viste di peggiori. Quando sei in servizio sul Reno, le ferite sono
allordine del giorno. Gi che siamo in argomento, quando posso andarmene da Roma? Ne ho
abbastanza di questo posto. Troppi giochi di astuzia per i miei gusti.
Ho quasi il sospetto che il tuo sia un riferimento nemmeno troppo velato a me, rispose
Murena. Lastuzia non  certo uno dei tuoi punti di forza, Macrone. Sono necessarie particolari doti di
ingegno per poterla articolare.
Articolami questo allora: sei un gran pezzo di merda e lo stesso dicasi per quella viscida serpe
di Pallade. Quel povero Pavone non merita di finire macellato nellarena. Non da una belva feroce.
Merita molto di pi. E adesso, dammi il mio nullaosta per partire. Meglio che me ne vada di corsa,
perch se rimango qui un minuto di pi, finir per prenderti a pugni in faccia.
Murena serr le labbra. Non puoi partire. I tuoi servizi sono ancora necessari a Roma.
Qualcosa scatt allinterno di Macrone. Schizz in piedi e si diresse verso il liberto,
dimenticando per un momento il dolore acuto alla coscia, nero in faccia per la furia. Avevamo un
patto: un solo combattimento e poi sarei stato libero di andarmene. Faresti meglio a onorarlo, adesso, o
vedrai non me ne frega un cazzo di quanto sei vicino allimperatore.
Calmati, optio. Laccordo verr rispettato, non appena avrai portato a termine un ultimo
compito, uno di importanza vitale per limpero.
Sul viso di Murena apparve unespressione preoccupata che suscit la curiosit di Macrone, il
quale non pot fare a meno di chiedersi per quale motivo Murena e Pallade avessero ancora bisogno di
lui a Roma. Poi torn in s, ricordando la sua vergognosa partecipazione al combattimento con il leone
e scosse la testa.
Scordatelo, non sono interessato. Trascinate qualcun altro nei vostri sporchi complotti.
Il liberto si mosse per bloccargli il passo quando Macrone si incammin risoluto verso la soglia.
Murena aveva negli occhi uno sguardo minaccioso e le labbra tirate ai lati. Mi spiace ma non puoi
tornare sul Reno finch non avrai completato il tuo compito. A quel punto sarai libero di andartene, hai
la mia parola.
La tua parola vale quanto un cumulo di merda. Mi fido di te come mi fiderei di una maledetta
serpe.
Murena resse per qualche istante lo sguardo di Macrone, occhi contratti e narici dilatate. Poi si
fece da parte, liberando la porta. Vai pure, allora, optio. Parti se  quello che desideri e tornatene nella
tua legione, anche se non riesco proprio a capire come fai a trovare invitanti quelle lande gelide del
Reno.
Saranno anche gelide, ma almeno l sai sempre chi  il tuo nemico. Voi qui non fate altro che
eliminare chiunque diventi scomodo per Claudio, e chiss quali altre porcherie combinate Io non ci
sto.
Unultima parola di avvertimento, gli fece Murena. Se decidi seriamente di voltarmi le
spalle, far in modo che alla tua preziosa Seconda legione si venga a sapere delle tue attivit
nellarena.
Macrone si volt lentamente verso il liberto, percorso, dalla testa ai piedi, da una sensazione di
gelo. Non oseresti farlo.
Tu credi? Mi sottovaluti, optio. Inutile dire che una volta che Vespasiano verr a conoscenza
del tuo segreto, il tuo servizio nellesercito sar destinato a una fine repentina. Roma non vede di buon
occhio i soldati che si coprono di disonore nellarena. Se sei fortunato, magari qualche capobanda nella
Suburra ti trover un posticino nella sua cricca di criminali.
Macrone era dilaniato dallindecisione. Da una parte desiderava disperatamente voltare le spalle
a Murena, dallaltra la consapevolezza che cos facendo avrebbe potuto dire addio alla sua carriera
nella Seconda, nonch al rispetto dei compagni faticosamente guadagnato, lo terrorizzava. Faceva il
soldato da quando aveva lasciato Roma quattordici anni prima, dopo aver vendicato la memoria di suo
zio Sesto uccidendo un famigerato capobanda, e lidea di una vita lontano dalle legioni non laveva mai
lontanamente sfiorato.
Daccordo, disse alla fine a denti stretti. Ma questa  lultima cosa che faccio per te e
Pallade. Dopo questo, abbiamo chiuso. Poi spero di non vedere pi la tua faccia da greco per il resto
della mia vita.
Lo sguardo di Murena sembr rilassarsi. Saggia decisione, optio. Sapevo che alla fine avresti
compreso il nostro modo di pensare.
Si sedette sulla panca di legno e appoggi le mani lisce sulle ginocchia, tamburellandovi sopra
con le dita, come se stesse riflettendo sul modo migliore di proseguire il discorso.
Cosa sai dei Liberatores?.
Macrone scroll le spalle. Sembra il titolo di uno di quei sofisticati spettacoli teatrali che
piacciono alla gente elegante.
Gi, dovevo immaginarlo. Un soldato come te  interessato solo a stordirsi di vino scadente e a
infilarsi in scazzottate insulse con altri come lui. La politica di Roma probabilmente per te equivale al
nulla.
Macrone fiss torvo Murena, fremendo per quellulteriore lungaggine. Vieni al dunque, per
favore.
Ci sono uomini a Roma, alcuni di essi ufficiali anziani in posizioni di potere, che vorrebbero in
ogni modo eliminare Claudio e riportare Roma alla repubblica. Sembra che questi individui rimangano
legati alla propria causa nonostante il terribile destino gi patito da altri che nutrivano le stesse
ambizioni repubblicane. Sto parlando di uomini come Scriboniano e, naturalmente, Tito, il padre di
Pavone.
Quindi Claudio ha qualche nemico al senato Anche se so che non  certo una novit e
sinceramente non me ne frega niente della politica. Tra laltro, da quanto tempo Claudio ha iniziato a
preoccuparsi di una manica di vecchi idioti togati?
Tutto eloquentemente descritto, Macrone. In ogni caso i Liberatores non devono essere presi
sottogamba. Sono altamente organizzati, si muovono in segreto e godono di un forte sostegno tra i
senatori e i dissenzienti che si oppongono allimpero. Abbiamo motivo di credere che stiano tramando
una nuova cospirazione.
Maledetti Greci, borbott loptio. Vedono cospirazioni ovunque.
Murena sembr non averlo sentito. Si spolver via una macchia di fango dalla tunica e disse:
A Claudio i nemici non sono mai mancati, sia qui che nei territori oltre frontiera. Fa parte della sua
carica. Ma alcune informazioni sono arrivate allattenzione del segretario imperiale e, come leali
servitori dellimperatore, io e Pallade dobbiamo prendere provvedimenti.
Che tipo di informazioni?.
Murena serr le labbra. Temiamo che i Liberatores progettino di assassinare limperatore
durante i giochi.
Dapprima Macrone rimase troppo scioccato per rispondere, poi soffi fuori aria, rilasciando
tutta la tensione accumulata. Saranno centinaia, se non migliaia, gli idioti che dicono di volerla far
pagare a Claudio. Io non sono certo un esperto, ma far fuori limperatore sotto gli occhi del pubblico 
il piano pi stupido che abbia mai sentito
Non si tratta di una vuota minaccia, Macrone.
Davvero? E come lo sapete? Ve lha detto per caso qualche povero stolto che avete legato e
torturato nel Mamertino?.
Murena gli lanci unocchiata fulminante. Probabilmente sai che abbiamo tentato di
convincere Pavone ad aiutarci a sconfiggere i Liberatores. Glielabbiamo proposto a Capua: in cambio
di una dimostrazione pubblica di fedelt a Claudio gli avevamo promesso di risparmiare la vita al
figlio. Pavone, naturalmente, ha rifiutato.  veramente un testardo irascibile, quel ragazzo. Ha ereditato
la vena antiautoritaria dal padre.
Arriva al punto, rispose Macrone, sentendo la morsa dellingiustizia serrargli il cuore al
riferimento a Pavone e al figlio di lui.
Dopo che Pavone ha rifiutato la nostra offerta, io e Pallade siamo stati costretti a far ricorso ad
altri mezzi per contrastare i Liberatores. Capirai che purtroppo non possiamo arrestare e torturare ogni
senatore romano per tirargli fuori la verit, anche se per noi sarebbe un enorme piacere. Il popolo, per,
non apprezzerebbe molto. A ogni modo, la dea Fortuna ci ha regalato un transfuga dalle file dei
traditori.
E perch mai questuomo dovrebbe correre da voi?.
Murena abbozz un sorriso. Gli abbiamo fatto unofferta che non poteva rifiutare. Il disertore,
un volgare magistrato locale, ci ha informati che i Liberatores stanno progettando lassassinio di
Claudio ai giochi.
A me sembra improbabile, se vuoi sapere come la penso, ribatt Macrone acidamente.
Il piano  sicuramente ardito, ma considerando come siano riusciti finora a sfuggire alla
cattura e a minare lautorit dellimperatore, dobbiamo presumere che la minaccia sia reale.
Da sopra linfermeria si ud un boato di acclamazione. Il soffitto vibr, facendo scricchiolare i
muri per lenorme massa umana sovrastante. Murena guard preoccupato verso lalto. Questo posto
sta crollando, comment.
Fatene costruire uno nuovo, allora, rispose Macrone con voce aspra.
Oh, certo, lo faremo. Magari non nel prossimo futuro ma col tempo costruiremo unarena
come non ce ne sono mai state prima. Organizzeremo spettacoli gladiatori di incredibile portata e la
nostra presa sul popolo a quel punto sar totale. Il liberto riabbass gli occhi sui propri piedi.  la
cosa pi notevole. Sulle prime io e Pallade eravamo scettici circa i giochi, ma adesso ci rendiamo conto
che sono una vera e propria benedizione da parte di Giove. In futuro, dovremo organizzarne molti di
pi per accontentare il popolo e tenerlo dalla nostra parte.
Trepido dalla curiosit. La prossima volta che rimetterete in piedi uno di questi merdosi eventi,
tenetemi fuori.
Il liberto sollev lo sguardo su Macrone, con una scintillio ostile negli occhi. A detta del
magistrato, lattentato contro Claudio avr luogo nella giornata di domani e tu ci aiuterai a sventarlo.
Come?
Fermando lassassino prima che riesca a uccidere limperatore.
Correggimi se sbaglio, ma non  forse vero che Claudio ha le sue guardie del corpo personali
per questo tipo di cose?.
Murena fece una smorfia afflitta. Non  tanto in discussione la lealt dei suoi guardaspalle, ma
c il rischio che facciano a pezzi lassassino mentre  essenziale che venga preso vivo. Catturare il
traditore  la migliore opportunit che abbiamo per scoprire i nomi degli altri Liberatores. Se riusciamo
a ottenerli, potremo mettere fine a quel covo di traditori in un sol colpo.
Macrone annu. Le guardie del corpo germaniche erano ferocemente leali allimperatore e
difficilmente avrebbero mostrato clemenza nei confronti di chiunque avesse osato attentare alla sua
vita.
In ogni caso, un paio di mani in pi ci farebbero comodo. I Germani hanno subito molte
perdite soffocando la rivolta nel ludus di Capua e le loro file si sono pericolosamente assottigliate.
Inoltre, c anche il fatto che Claudio non dovrebbe essere visto circondato da troppe guardie del corpo
durante i giochi. Stiamo cercando di farlo apparire come una guida forte e temeraria e di certo non gli
gioverebbe mostrarsi in pubblico protetto da un muro di Germani.
Ovviamente, rispose secco Macrone.
Murena si schiar la voce. I tuoi ordini sono di tenere docchio le gallerie e osservare gli
spettatori, e una volta che lassassino si sar rivelato, arrestarlo e portarlo nel palazzo imperiale perch
venga interrogato. Il liberto stir le labbra agli angoli in un sorriso forzato. Poi sarai libero di tornare
alla tua adorata legione.
Macrone si sfior i punti di sutura sulla coscia e maled il chirurgo a denti stretti. Come sapete
che lattacco avverr domani?
Ce lha rivelato il magistrato, rispose Murena, spolverandosi la spalla.
Pu anche aver mentito.
Improbabile. Gli investigatori imperiali che lhanno interrogato hanno metodi convincenti. Se
ha mentito, verr ucciso. Luomo, comunque, era relativamente coinvolto nella cospirazione. Non
sappiamo chi altri ci sia dentro o chi dovrebbe colpire. Come ho detto prima,  politicamente poco
pratico catturare ogni alto funzionario pubblico per un interrogatorio.
Perch avete bisogno di me?, chiese Macrone, il viso accigliato. Perch non usare uno di
quei lacch della Guardia pretoriana?.
A quel punto fu Murena ad accigliarsi. Sospettiamo che alcuni pretoriani possano far parte del
complotto dei Liberatores, rispose, iniziando a percorrere avanti a indietro la stanza. Se ancora non
lavessi notato, le guardie sono state tutte relegate a compiti di sorveglianza dellarena, lontani il pi
possibile dallimperatore, senza suscitare sospetti tra le loro file.
Non mi sorprende, comment Macrone sottovoce. Non che possano essere di chiss quale
utilit in un qualsiasi evento. Sono solo una manica di dilettanti strapagati che giocano a fare i soldati.
Murena fece finta di non averlo sentito. La missione ha bisogno di qualcuno con un buon
occhio per i pericoli e uninnegabile fedelt verso Roma. Tu possiedi entrambe le qualit in
abbondanza, Macrone, e il fatto di essere anche un soldato decorato ha convinto Pallade a considerarti
luomo ideale per il compito.
Macrone scosse la testa.  un lavoro impossibile. Ci sono ventimila spettatori nellarena.
Come diamine pensi che possa riuscire a tenerli docchio tutti?
Non dovrai farlo, rispose Murena. Io e Pallade ci abbiamo riflettuto a lungo e possiamo
escludere che lassassino si trover tra il pubblico.
Come fate a esserne certi?
Lassassino deve per forza far parte degli alti funzionari, perch sono quelli seduti pi in
prossimit del padiglione imperiale.  verosimile che uno dei senatori possa lanciare un coltello contro
limperatore e causare lirreparabile prima che qualcuno abbia la possibilit di intervenire. Ogni
attentato alla vita dellimperatore da una distanza maggiore  destinato a fallire, e in ogni caso una delle
guardie posizionate alle uscite interverrebbe prima che lassassino possa riuscire a colpire.
Perch non mi avete informato prima della cospirazione?
Il magistrato ha parlato solo questa mattina.
Macrone fece un profondo sospiro e trattenne limpulso di prendere a pugni il liberto.
Lo far, disse dopo un istante. Ma dopo di questo me ne vado fuori dai coglioni nella
Seconda, senza se e senza ma.
Affare fatto, accett Murena. Questa  la tua grande opportunit per impressionare
limperatore. Dopo la rivolta di Capua, Claudio  stato molto tentato di farti crocifiggere per la tua
dannosa negligenza nei confronti della sua propriet personale. Hai avuto una gran fortuna che abbia
deciso di ridarti fiducia.
Macrone fu sul punto di protestare, ma si ramment che prima portava a termine quel compito,
prima avrebbe potuto far ritorno alla legione. Deglut, respingendo in fondo allo stomaco tutta la rabbia
che gli stava risalendo in gola. Quando inizio?
Immediatamente. Il liberto indugi ancora qualche istante, fissandolo. Unultima cosa.  di
vitale importanza che la tua presenza intorno allimperatore sia quanto pi discreta possibile. Un
soldato romano accanto a Claudio potrebbe dissuadere lassassino. Fortunatamente ho la copertura
perfetta per te.
Una guardia?, chiese Macrone.
Murena scosse la testa. No, le guardie verranno tenute a distanza di sicurezza da Claudio. No,
ti farai passare per un liberto alle mie dipendenze.
Un cazzo di liberto?
 lunico modo per poterti avvicinare liberamente allimperatore senza destare sospetti.
Murena lo fiss. O se preferisci puoi tornare a unirti a Pavone nelle venationes.
Macrone serr la mandibola, rabbrividendo allidea di dover sopportare altra infamia nellarena.
Il suo ritorno alla Seconda sembrava pi lontano che mai.
Murena gli diede una pacca sulla spalla. Bene. Adesso, se vuoi scusarmi, ho delle faccende da
sbrigare. Mander un inserviente per farti avere vesti adeguate. Se hai bisogno di me, mi trovi nel
padiglione imperiale. Il liberto si volt per andarsene, ma raggiunta la soglia, si ferm e si volt di
nuovo con uno sguardo gelido negli occhi. Non deluderci, lo ammon. Confido che ci aiuti a
schiacciare i Liberatores una volta per tutte. Se pensano che togliere di mezzo Claudio possa farci
entrare in una nuova epoca aurea di repubblicanesimo, si sbagliano di grosso.  risaputo che i legati di
molte legioni si stanno gi attrezzando per accaparrarsi il trono nel caso di morte dellimperatore. Se i
Liberatores dovessero aver successo, non ci sarebbe pi pace ma solo una lotta allultimo sangue per
accaparrarsi il potere.
Intendi dire politici che si pugnalano alle spalle a vicenda, arraffando tutto quello che
possono?, non pot fare a meno di commentare sarcasticamente Macrone. A me sembra che sia
esattamente quello che sta gi accadendo.
Murena lo fiss con sguardo severo. Puoi anche considerare sgradevole la situazione attuale di
Roma, ma ti garantisco che sarebbe molto peggio se non ci fosse limperatore a mantenere lo status
quo. Se Claudio cade, Roma piomba nel caos.
...
.
...
Capitolo cinque.
...
.
...
Pavone si avvicin alle sbarre della finestrella in fondo allanticamera per sbirciare allesterno
sul terreno dellarena. Con lapprossimarsi del momento di uscire per affrontare lorso bruno, la paura
lo faceva tremare e gli dava la nausea. Era ancora sfinito per luccisione del leone e la fatica non faceva
che incrementare il senso di terrore per limminente scontro. Pur essendo in piena forma, contro un
orso selvatico di quel genere non aveva molte possibilit. Con gambe e braccia stanche e forze ridotte
allosso, si rendeva tristemente conto che la sua situazione era disperata.
Nellanticamera situata in prossimit del tunnel da cui, quella mattina stessa, Macrone e Pavone
erano entrati nellanfiteatro Statilio Tauro, era stata raggruppata una decina di bestiarii. In attesa che i
loro nomi fossero chiamati, sugli uomini aleggiava unopprimente, pesante cappa di tensione. Alcuni
occupavano il tempo dettando le loro irrisorie, ultime volont a un funzionario dellassociazione dei
gladiatori. I pi fortunati, che disponevano di una modesta somma di risparmi, premevano le monete
nelle mani di becchini opportunisti in cambio di un luogo di sepoltura fuori delle mura cittadine, invece
della solita fossa comune che spettava alla maggior parte dei gladiatori. Uno dei guerrieri non resse la
tensione e rimise sul pavimento: il puzzo acido del vomito si miscel al fetore della latrina
improvvisata, un semplice secchio abbandonato in un angolo dello stanzone colmo fino allorlo di urina
e feci.
Per resistere alla nausea, Pavone si concentr sulla venatio che stava per svolgersi nellarena.
Una volta che gli inservienti avevano terminato di rimuovere il cadavere del leone e del bestiarius
ucciso, oltre agli alberi e al resto della vegetazione scenografica, da un tunnel di accesso era spuntato
un gladiatore con indosso una tunica e armato di gladio. Luomo non indossava elmo. Mentre il
cacciatore faceva una rotazione completa per salutare il pubblico, Pavone colse un dettaglio della faccia
e scosse la testa incredulo.
Non posso crederci.
Lannunciatore url il nome del bestiarius, ma Pavone lo conosceva gi benissimo: Quinto
Marzio Atello. Pavone e Atello erano stati amici dinfanzia, avevano studiato greco e giocato per strada
insieme. Pavone ricordava Atello, figlio di un ricco proprietario terriero, come un ragazzo viziato con
un padre sempre pronto a soddisfare ogni suo capriccio.
Alluscita nellarena di un branco di lepri e struzzi, dal pubblico si lev un coro di gridolini
terrorizzati. Atello scoppi in una risata selvaggia, mettendo subito in un angolo uno struzzo impaurito
e trafiggendolo con la spada. Dal collo del volatile schizz fuori un fiotto di sangue che gli imbratt la
tunica. Lo struzzo inizi a sbattere le ali allimpazzata, urlando agonizzante. Poi, sotto una pioggia di
fischi dalle gallerie, Atello fece a pezzi alcune lepri.
Chiss perch Atello si trova nellarena?, si domand Pavone.
Che hai detto, romano?, gli abbai contro Amadoco.
Pavone si volt leggermente verso il trace. Niente.
E guardami quando ti parlo.
A quel punto Pavone si volt completamente. Amadoco era in piedi di fronte a lui. Senza
armatura, erano visibili tutte le ferite che il trace aveva subito nel combattimento precedente. Il petto
era segnato da un lungo squarcio diagonale e una ferita alla gamba sinistra lo faceva leggermente
zoppicare.
Adesso non fai pi larrogante, eh, ragazzo ricco!, gli sibil Amadoco, piantandogli un dito
contro. Questo significa essere gladiatori: marcire in una cella mentre voi Romani ve ne andate in giro
pensando che la vostra merda abbia un odore migliore di quella degli altri. Adesso ti far soffrire.
Nel rispondere, Pavone avvert una pungente fitta di amarezza. Hai la memoria corta, eh,
trace? Ti ho salvato dal leone.
Amadoco chiuse le mani callose a pugno. E per quale motivo stavo combattendo contro una
belva, secondo te? Perch eri spuntato tu e avevi preso il mio posto nellarena contro Britomaris. Avrei
dovuto combattere io contro il barbaro. E avrei vinto anchio. Sarei stato lidolo di Roma adesso,
invece di starmene col culo per terra in questo buco, aspettando di morire.
Io non ho niente a che fare con tutto questo. Prenditela con quei fottuti liberti greci di
Claudio.
Sono io il vero campione!, url Amadoco, battendosi un pugno sul petto. I muscoli della
faccia tremavano dalla rabbia, il suo marcato accento storpiava ogni parola in latino. Ho aspettato
dieci lunghi anni per dimostrare quello che valevo contro i migliori gladiatori ed essere incluso tra i
grandi dellarena. Dieci lunghi anni a fare a scazzottate nelle varie province, a combattere la feccia
della terra, aspettando pazientemente il mio momento, come il lanista mi aveva assicurato. Poi arrivi tu
e nel giro di qualche settimana sei diventato leroe del popolo. Bastardo!.
Pavone fece unespressione corrucciata al rivale. La spada non mente mai. Hai avuto le tue
occasioni nellarena ma non le hai colte. Lunica differenza tra me e te  che io sono pi bravo con
spada e scudo. A ogni modo, sono solo chiacchiere inutili. Stiamo tutti e due per essere mandati al
macello.
Il trace non resse pi la rabbia, esplose e gli si avvent addosso. Pavone arretr, cercando di
evitare la zuffa con Amadoco, per risparmiare le forze per la venatio che li aspettava. Amadoco, invece,
gli si scagli nuovamente contro, lo agguant per il collo e lo scaravent contro il muro. In un istante lo
stanzone si riemp degli schiamazzi degli altri gladiatori, che si strinsero a semicerchio attorno ai due,
battendo i pugni per incitarli. Il trace gli assest un pugno fulmineo allinguine, e Pavone si pieg in
due, permettendo ad Amadoco di dargli un calcio sul fianco, sbattendolo contro il cordone di gladiatori.
Questi si aprirono immediatamente, prendendo distanza dal giovane, mentre il trace gli si gettava
addosso, inchiodandolo a terra con le ginocchia sulle braccia.
Schifoso romano! Te la faccio pagare!.
Mentre Amadoco gli rinserrava la stretta attorno al collo, schiacciandogli la gola, Pavone si
dibatteva per liberarsi. Gli occhi gli stavano scoppiando fuori dalle orbite. Non riusciva pi a respirare.
Le dita del trace premevano furiosamente contro la cartilagine della gola. Pavone aveva la sensazione
che il cervello gli si stesse rigonfiando allinterno della scatola cranica.
Muori, romano!, urlava Amadoco.
Pavone tent di superare la dolorosa stanchezza degli arti. Rifiutava di morire per mano di un
trace, anche se questo significava stancarsi ancor prima di scendere nellarena contro lorso. Tese i
muscoli delle spalle e scart di lato, puntellando le mani contro Amadoco mentre si girava. Lo scatto di
forza colse con la guardia abbassata il trace; questi lanci un grido quando Pavone lo scaravent via da
s, facendolo sbattere con la testa contro il secchio della latrina che gli si rovesci addosso,
insozzandolo. Gli altri gladiatori balzarono allindietro. Il trace sput gli escrementi che gli erano finiti
in bocca e si rialz. In quellistante alcune guardie spalancarono la porta e afferrarono Amadoco prima
che potesse colpire ancora Pavone. In quattro lo tennero bloccato per le braccia. Il trace tent invano di
liberarsi, ringhiando tutto il tempo contro Pavone, i capelli grondanti di escrementi.
A quel punto apparve Nerva. Con aria turbata, il funzionario aggir la pozza fetida mentre le
guardie tenevano fermo Amadoco.
Io ti ammazzo, Pavone!, continuava a sbraitare il trace. Lo giuro!.
Penso che lorso bruno avrebbe qualcosa da ridire, fece Nerva, fissando con aria di
disapprovazione Amadoco.  ora. Per tutti e due. Tocca a voi.
Pavone e Amadoco furono condotti verso luscita dellanticamera dalle guardie. Gli altri
gladiatori osservavano silenziosi, consapevoli che presto avrebbero avuto lo stesso destino.
Dove sono le armi?, chiese Amadoco.
Non ne avrete, rispose secco Nerva.
Contro un orso?, farfugli il trace, con gli occhi quasi fuori dalle orbite. Che cos, un cazzo
di scherzo?.
Nerva gli lanci unocchiata severa. Ti sembra forse che stia scherzando?
Chi lha ordinato?, chiese Pavone, scuotendo la testa per riprendersi.
Lo sponsor, naturalmente, rispose Nerva, sbuffando e facendo un segno con lo stilo sulla
tavoletta cerata. Non posso certo biasimarlo! Siamo gi in ritardo con il programma. Dovete morire
tutti e due nel vostro ultimo combattimento, termin, scrollando le spalle. C una prima volta per
tutto, suppongo. E adesso sbrigatevi! Ho un fitto programma da seguire e il pubblico sta fremendo
impaziente.
Senza ulteriori indugi, Nerva precedette il piccolo drappello di guardie e i bestiarii fuori dallo
stanzone, facendo strada nel tunnel in direzione del cancello. Atello, nel frattempo, usciva dallarena e
consegnava la spada a un inserviente che lo attendeva. Passandogli accanto, not Pavone e rimase di
stucco per la sorpresa.
Per gli di, Pavone!, esclam allegramente. Sei tu!.
Pavone si ferm e abbozz un sorriso forzato al figlio del proprietario terriero. Atello, che
piacevole sorpresa. Vedo che anche tu stai partecipando ai giochi.
Atello abbass gli occhi sulla propria tunica chiazzata di sangue e sorrise. Ho sempre voluto
combattere nellarena. Fortunatamente mio padre  un favorito dellimperatore ed  riuscito a farmi
inserire nel programma. Piuttosto eccitante, non trovi? Il baccano del pubblico, la sensazione della
spada in mano. Non c niente di simile. Atello scosse la testa divertito. Devo dire che avete
proprio lanciato una moda qui a Roma. Grazie a voi, i giovani rampolli ricchi di Roma possono godersi
i giochi.
La parole di Atello fecero rabbrividire Pavone. Stai partecipando ai giochi di tua spontanea
iniziativa?
Naturalmente. Ho voluto partecipare per divertirmi un po. Non mi abbasserei mai a diventare
un vero gladiatore.
Non lo sarai mai, non finch ti copri di vergogna massacrando animali indifesi.
Atello scoppi a ridere. Pensala come vuoi, ma personalmente muoio dalla voglia di vedere le
facce dei miei amici a cena, stasera. Saranno tutti verdi dinvidia!. Poi cambi espressione e si schiar
la voce. Be, adesso devo andare, buona fortuna.
Pavone guard lamico dinfanzia incamminarsi a passo lento lungo il tunnel, con un
opprimente senso di disperazione sul petto. Quel fugace ricordo della sua vita passata, i cibi esotici e le
accese discussioni politiche dietro a un boccale di buon Falerno, lo aveva turbato. Ancor pi lo
rattristava che tutto avesse ingiustamente fine.
La mano di una guardia lo afferr per un braccio, spingendolo verso il cancello spalancato.
Muoviti, animale!, gli ringhi.
Pavone fiss lo sguardo in avanti, fece un profondo respiro e usc nellarena insieme ad
Amadoco.
Dalla cavea ormai meno affollata arriv un boato di urla. Pavone not varie zone vuote nelle
gallerie. Molti spettatori avevano finito per annoiarsi delle venationes previste dal programma
mattutino, in cui decine di uomini  in combattimenti di gruppo o individuali  erano stati messi di
fronte a unincredibile variet di animali, tra cui anche giraffe, ippopotami e pantere. A quel punto la
curiosit per la novit delle bestie esotiche si era chiaramente esaurita, e gli spettatori avevano iniziato
ad abbandonare il posto a gruppetti e a uscire dallarena, per godersi qualche boccale di vino fresco nei
chioschi che riempivano le strade allesterno, prima di rientrare per le crocifissioni di mezzogiorno.
Pavone non pot fare a meno di notare gli sbadigli di molti di coloro che erano rimasti, mentre si
dirigeva verso il centro del terreno sabbioso, e si rese amaramente conto che non avrebbe neanche
avuto la dignit di morire davanti a un pubblico adeguato.
Con larena svuotata per circa un terzo, ud chiaramente lagitazione del pubblico nelle terrazze
superiori, che urlava insulti contro di lui e la sua famiglia. Molti spettatori fecero anche gesti osceni, le
voci rese roche dai fiumi di vino che avevano consumato. Pavone si sent invadere il cuore dalla rabbia.
Ermete sarebbe rimasto impunito per aver ucciso suo padre Tito. Si permise di riflettere che sebbene
avesse conquistato molte ragguardevoli vittorie nellarena, aveva comunque perso il combattimento pi
importante: quello contro i liberti al servizio di Claudio.
Oltre le sbarre del cancello lorso rugg, strappando Pavone alla sua riflessione. Il cancello di
fronte si apr mentre una folata maleodorante spazz larena. Un istante dopo, un enorme orso bruno
dellAtlante usc lentamente a quattro zampe, seguito da un piccolo gruppo di domatori. Alcuni
spettatori seduti nelle gallerie inferiori si sporsero in avanti, urlando alla bestia di attaccare i gladiatori.
Mentre lorso si avvicinava, Pavone not che lanimale aveva al collo un guinzaglio che un domatore
su un lato teneva teso fin quasi a soffocarlo. Alle spalle della bestia due inservienti lo pungolavano con
dei bastoni. Quattro guardie pretoriane presidiavano il cancello, le mani strette sulle spade per
intervenire immediatamente in caso di problemi.
E come lo ammazziamo questo mostro adesso?, chiese Amadoco.
Non lo ammazziamo, rispose glaciale Pavone.
Il trace gli si rivolt rabbiosamente contro. Deve esserci qualcosa che possiamo fare, sbrait.
Hai avuto un sacco di brillanti idee contro quel leone del cazzo! Sei tu lesperto qui, fatti venire in
mente qualcosa!.
Pavone scosse mesto la testa. Temo che senza armi per difenderci non avremo scampo. Lorso
ci uccider.
Amadoco era sul punto di rispondere quando un verso gutturale proveniente dallarena lo
interruppe. Lorso si era bloccato e si rifiutava di muoversi ancora.
Che succede?, chiese Amadoco.
Non saprei, ma sembrerebbe che lorso si sia spaventato, rispose Pavone.
I domatori strattonavano le catene e pungolavano la bestia con i bastoni, ma lorso continuava
cocciutamente a rifiutare di muoversi, emettendo un cupo lamento. Infuriato da quellatto di
ostinazione, il domatore che teneva il guinzaglio inizi a strattonare lorso sempre pi forte, nel
tentativo di trascinarlo verso Pavone e Amadoco, riuscendo per solo a farlo infuriare ulteriormente.
Allimprovviso lanimale diede un violento strappo al guinzaglio, tendendo al massimo la catena.
Resosi conto che la situazione gli stava sfuggendo di mano, il domatore url agli inservienti perch lo
aiutassero. I compagni presero a randellare lanimale con i bastoni e lorso se li allontan con un
grugnito. Mentre gli inservienti si ritiravano a distanza di sicurezza, la bestia ulul e croll a terra.
Nelle gallerie si levarono brontolii contrariati. Il domatore si volt verso il padiglione imperiale
indeciso sul da farsi. Pavone sollev lo sguardo nella stessa direzione e vide Pallade lanciare
unocchiataccia a Murena che subito si alz, facendo segnali frenetici ai pretoriani di guardia al
cancello per sollecitarli ad assistere il domatore. Due guardie si lanciarono di corsa sulla sabbia, una
brandendo una spada da legionario. Raggiunto lorso, lo trafisse e balz immediatamente indietro. Il
pubblico esplose in acclamazioni. La bestia gemette, mentre una macchia di sangue scintillante iniziava
ad aprirsi sulla pelliccia. Con un movimento fulmineo, si gir verso il domatore e diede una zampata
alla catena del guinzaglio.
In quel momento, uno spettatore delle gallerie inferiori lanci una coppa di argilla contro
lanimale. Il pubblico approv, urlando quando la coppa si infranse contro un lato della testa dellorso.
La bestia rugg e si gir verso lo spettatore che aveva lanciato la coppa. A quel punto gli occhi del
pubblico si voltarono allunisono verso luomo. Pavone segu gli sguardi e vide un obeso patrizio
seduto nella galleria pi bassa e vicina al terreno dellarena, il pancione perfettamente tondeggiante
visibile sotto la toga. Il domatore stratton forte la catena, tentando di far allontanare lorso dallo
spettatore. Lanimale si gir e lo colp con una zampata, aprendogli uno squarcio allo stomaco con i
lunghi artigli. Luomo rantol, perdendo viscere dalla ferita, e mentre si accasciava sulla sabbia, il
guinzaglio gli sfugg di mano.
Ormai liberatosi della pastoia, lorso si gir verso il parapetto dellarena e si lanci in corsa
verso il patrizio con una impressionante combinazione di forza e velocit. Quando si sollev sulle
zampe posteriori, lo spettatore sbianc. In posizione completamente eretta, lanimale era molto pi alto
del breve salto tra il terreno e la galleria. Allung una zampa e artigli il patrizio scioccato. Luomo
url quando gli artigli gli squarciarono il petto. Si volt, cercando di arrampicarsi verso un punto pi
sicuro ma lorso, ancora sollevato sulle zampe posteriori, lo artigli a un braccio, trascinandolo via dal
sedile. Il patrizio continu a urlare mentre la bestia torceva la testa di lato, sbalzandolo via dalla
galleria, il guinzaglio ormai inutile penzolante al collo. Poi ridistese gli artigli e lasci andare lo
spettatore sulla sabbia. Mentre luomo tentava di rialzarsi, lanimale si riabbass sulle zampe anteriori.
Il patrizio tent la fuga, ma era troppo lento e fu raggiunto da una zampata che gli squarci viso e
busto. Le sue urla si spensero bruscamente quando lorso gli stacc la testa dal grasso collo.
A quel punto le uscite erano state prese dassalto dagli spettatori, che tentavano di sfuggire
disperatamente alla furia della bestia. Sullaltro versante dellarena, nel padiglione imperiale, Claudio
osservava la scena ammutolito. Le guardie germaniche lo costrinsero ad alzarsi e lo scortarono verso
luscita riservata. Visibilmente in preda al panico, Murena url un ordine ai pretoriani che presidiavano
il cancello. I soldati si dileguarono immediatamente nel tunnel mentre lorso continuava a dilaniare il
corpo insanguinato del patrizio.
Dobbiamo fare qualcosa, esort Pavone. Lorso non si fermer finch non avr massacrato
chiunque gli si trovi davanti.
Lascia stare, romano, rispose Amadoco. Guarda.
Il trace punt un dito verso i pretoriani che uscivano di nuovo dal cancello e si dirigevano verso
la belva, ognuno armato di una lancia da caccia prelevata nellarmeria dellarena. Circondarono
lanimale e iniziarono a colpirlo simultaneamente da ogni direzione per confonderlo. Uno di essi riusc
a trafiggerlo profondamente a un fianco. Fiotti di sangue sgorgarono dalla ferita, macchiando la sabbia
sottostante. Lorso ulul spaventosamente mentre gli altri pretoriani serravano laccerchiamento,
continuando a trafiggerlo a ripetizione. Alla fine lanimale emise un gemito sordo e croll a terra.
Nerva usc di corsa dal tunnel, crepitando infuriato. Le venationes sono rimandate!, sbrait a
Pavone e Amadoco.
Quindi non combattiamo?, chiese il giovane gladiatore.
Sei pazzo?, rispose il funzionario, indicando il corpo straziato del patrizio. Dopo quello che
 successo? Non posso permettere che importanti cittadini romani vengano massacrati nellarena.
Controproducente. Se gli spettatori non sono al sicuro durante i combattimenti, allora non ci deve
essere pubblico. Poi, come se si fosse improvvisamente ricordato di qualcosa, Nerva si volt verso il
tunnel e schiocc le dita agli acrobati che si stavano raggruppando. Voi! Venite fuori e per carit
divina fate qualcosa per distrarre il pubblico!.
Pavone e Amadoco lo guardarono.
Significa che la nostra parte dei giochi  conclusa?, chiese, speranzoso, il trace.
Nerva scoppi in unamara risata. Sfortunatamente per voi, no. Dovete rientrare nelle vostre
celle del ludus imperiale assieme a tutti gli altri, rispose, scuotendo la testa. Sar un pomeriggio
impegnativo. Ci sono sessanta uomini in programma domani.
In programma per cosa?, si inform nervosamente Pavone.
Per i combattimenti di gruppo.
...
.
...
Capitolo sei.
...
.
...
Psst! Svegliati.
Ancora addormentato, Pavone si stiracchi sulla stuoia sottile nel suo cubicolo. Era crollato non
appena le guardie avevano richiuso la porta, sfinito dalla stressante giornata di combattimento. Quando
si alz a sedere, sent dolore in ogni muscolo del corpo. Socchiuse gli occhi nelloscurit e vide una
figura accucciata nei pressi della porta, negli occhi penetranti il riflesso della luce lunare che filtrava
attraverso una fessura nel muro. Sotto il mantello erano appena visibili le larghe strisce sulla tunica di
fine fattura. Pavone riconobbe la faccia dellanziano senatore ritardatario che aveva visto prendere
posto nelle gallerie quella mattina. Luomo lo fissava a sua volta, grattandosi il mento con aria
pensierosa.
Siano ringraziati gli di. Pensavo fossi morto.
Chi sei?, chiese in tono stanco Pavone.
Il senatore lo squadr dalla testa ai piedi e fece unespressione soddisfatta. Vedo che hai messo
su una forma perfetta. Tito diceva sempre che un buon romano si riconosce da quanta importanza d al
valore dellesercizio fisico. Non come quei mollaccioni che circolano oggi, sempre pronti a riempirsi la
pancia nelle taverne. Tieni. Il senatore fece passare un fagotto di tessuto attraverso le sbarre,
controllando con occhio circospetto il corridoio fiocamente illuminato per assicurarsi che nessuno lo
vedesse. Del cibo. Per aiutarti a rimetterti in forze.
Pavone si affrett ad afferrare il pacchetto dalle mani dellanziano senatore. Il tessuto era
ancora caldo. Aprendolo, la sua pancia emise un borborigmo: tra le gambe gli caddero alcuni pezzi di
pane raffermo e carne cotta. Sulle prime il giovane esit a gettarsi sul cibo. Risollev gli occhi sul
senatore come per valutarlo velocemente.
Ti ho visto combattere stamattina, prosegu luomo. Devo dire che  stato uno spettacolo
impressionante, e lo dice uno che non ha mai avuto la passione per gli sport gladiatori.
Siamo in due, allora.
Probabilmente ti starai chiedendo per quale motivo mi sia preso il considerevole disturbo di far
visita al figlio di un legato caduto in disgrazia. Mi chiamo Numerio Porcio Lanato, afferm il senatore
in tono imponente. Pavone not che aveva la sgradevole abitudine, tipica di tutti i senatori, di
rispondere a una domanda diversa da quella posta.
Buon per te, Porcio Lanato, rispose il giovane.
Il mio nome non ti dice nulla?, chiese Lanato.
Notando lo sguardo vuoto sulla faccia del giovane gladiatore, Lanato giunse le mani sotto il
mento e finalmente inizi a spiegarsi. Ero un amico di tuo padre, quando era ancora agli inizi della sua
carriera, nel periodo in cui Tito era un semplice tribuno militare e io un governatore di provincia. Al
tempo era tutto diverso, ma io e Tito eravamo molto amici. Forse ti avr parlato di me.
Non che io ricordi.
Lanato abbozz un sorriso. Al momento della tua nascita, io ero gi tornato a Roma. Devo
ammettere che rimasi deluso quando tuo padre decise di proseguire la carriera militare invece di
seguirmi al senato. Tito sarebbe diventato un politico eccezionale ma ha sempre preferito la spada
allo stilo. Proprio come suo figlio, sembrerebbe.
Non ho avuto esattamente possibilit di scelta. Claudio mi ha condannato a morire da
gladiatore dopo che Tito  stato ucciso. Adesso mi hanno condannato ai combattimenti di gruppo
domani mattina. Non mi resta che riappacificarmi con gli di e pregare che mi diano una morte rapida.
Gi, disse lentamente Lanato. Ho sentito dei progetti che limperatore avrebbe per te.
Terribilmente ingiusto, ma daltronde non ci si pu fidare della parola di Claudio.  pronto a tutto pur
di conquistarsi la servile adulazione del popolo. Proprio come fecero Caligola e Tiberio prima di lui. E
grazie anche a quei due infami di liberti greci di cui insiste a circondarsi. In ogni caso, ne deduco che il
pubblico muore dalla voglia di vederti combattere.
Il giovane gladiatore allung il collo per guardare oltre il senatore lungo il corridoio. Come sei
riuscito a superare le guardie senza farti vedere? Solo il lanista imperiale e i suoi collaboratori hanno il
permesso di entrare nel ludus.
Il soldato di guardia  un simpatizzante.
Pavone fiss luomo incuriosito. Non credo di seguirti.
Condivide un certo attaccamento ai valori repubblicani, come dovrebbero tutti gli uomini
buoni e di sani principi. Soprattutto i giovani come te, che hanno sofferto enormemente la tirannia degli
imperatori.
Pavone rimase in silenzio per qualche istante. Qualcuno potrebbe chiamarlo tradimento.
Vero, ammise il senatore. Altri, invece, potrebbero definirlo patriottismo, cio quelli di noi
che si fanno chiamare Liberatores.
Pavone si sent rizzare i peli sulla nuca. Mettendo da parte il cibo, guard il senatore con
espressione improvvisamente severa. Liberatores hai detto? Serpi sarebbe forse una definizione pi
calzante. Voi siete il motivo per cui mio padre  stato ucciso e io sono chiuso in questa prigione in
attesa di essere ammazzato da una masnada di barbari. Sparisci dalla mia vista.
Il senatore scosse tristemente la testa. Non  questo il modo di parlare a un caro amico di tuo
padre. Non sei nemmeno interessato ad ascoltare quello che ho da dirti? Dopotutto Tito condivideva il
nostro sogno di riportare Roma ai gloriosi giorni della repubblica.
Quello che mio padre voleva era mettere fine alla corruzione. Pavone era ferito. Lui
disprezzava il regime che costruiva palazzi sontuosi mentre i soldati al suo comando lavoravano senza
essere pagati. Mio padre aveva a cuore il benessere dei suoi uomini e non era interessato alla politica
delle pugnalate a tradimento.
E noi labbiamo sempre sostenuto nei suoi progetti, insistette Lanato.
Pavone sbuff sdegnato. Dove eravate, tu e gli altri cosiddetti liberatori, quando mio padre si 
rivoltato contro limperatore?.
Lanato si fece cupo in viso. Non potevamo correre il rischio di affermare pubblicamente il
nostro sostegno a Tito. Cosa pensi sarebbe successo se fossimo usciti tutti allo scoperto a fare quadrato
attorno a tuo padre, eh? Limperatore ci avrebbe condannati tutti a morte.
Pavone gli lanci unocchiata fulminante. Mio padre sarebbe ancora qui se non fosse stato per
colpa vostra.
Tito ha sacrificato la propria vita per Roma. So che la sua morte ti addolora, ma i Liberatores
si sono assunti limpegno di realizzare il suo sogno di una nuova repubblica. E questo dovrebbe essere
anche il tuo sogno, se veramente vuoi onorarne la memoria.
Ho sentito abbastanza!. Pavone distolse lo sguardo, un sapore amaro in bocca. Da persona
nata nella ricchezza, che poi aveva perso tutto e ora viveva e combatteva tra uomini considerati la pi
infima forma di vita umana, era convinto di avere una prospettiva unica su Roma e sulle sue faide
politiche. La sua mente acuta discerneva come gli uomini di stato promuovevano le proprie personali
ambizioni facendo promesse vuote che il popolo rapidamente dimenticava, una volta annunciati gli
ennesimi spettacoli di gladiatori. A suo modo di vedere, Lanato e Murena erano due facce della stessa
medaglia. Entrambi bugiardi di talento destinati a scalare Roma, cosa che lui non avrebbe mai pi
potuto fare.
Come prendi subito fuoco, ragazzo, lo redargu Lanato. Non preoccuparti, non sono venuto
qui per discutere di politica con te. In realt, sono venuto per farti una proposta.
E allora stai sprecando il tuo tempo. Qualunque cosa sia, non sono interessato.
Lanato si volt di nuovo a guardarlo negli occhi. Avventato e irascibile, a quanto vedo.  il
sangue di Valerio che ti scorre nelle vene. Fossi in te, comunque, ci penserei bene prima di declinare la
mia proposta cos in fretta. Sicuramente vorrai sentire quello che ho da dirti, fidati.
Fidarmi di te?. Pavone scoppi a ridere. Delluomo che si nascondeva dietro il suo foglio di
papiro mentre mio padre veniva gettato nellarena incontro alla morte?. Intrecci le braccia e guard
altrove. Ho sentito abbastanza di quello che hai da dirmi.
Mi sottovaluti, ragazzo. Pavone si volt lentamente verso il senatore, che lo fissava con occhi
socchiusi stendendo un sorriso. Ho qualcosa che ti convincer ad ascoltarmi.
Luomo infil una mano sotto la tunica e poi la stese verso Pavone, aprendo il pugno e
rivelando un medaglione doro con una catenina. Sulla faccia anteriore leffigie di Icaro in bassorilievo.
Questo appartiene a tuo figlio, mi sembra.
Pavone annu lentamente. Ogni bambino romano ne riceveva uno alla nascita perch lo
proteggesse contro gli spiriti maligni. Sul retro era stato inciso il nome di suo figlio, insieme alla data
del genetliaco. Pavone risollev gli occhi su Lanato. Dove lhai preso?.
Il senatore rimise via il medaglione. Tutto a suo tempo. Prima devi ascoltarmi. Ho un compito
speciale per te. I Liberatores aspettano questo momento da mesi. Se riuscirai a portare a termine il
compito, io sar in grado di aiutarti.
Vai avanti, disse cauto Pavone.
Lanato si strofin il dorso del naso. Come probabilmente saprai gi, lultimo che rimane in
vita nel combattimento di gruppo viene dichiarato vincitore e premiato con una corona di alloro
dallimperatore Claudio in persona, oltre a una modesta somma di mille sesterzi. Questo ci d
unopportunit.
Opportunit di fare cosa?, chiese Pavone con sguardo cupo.
Lanato diede un altro sguardo in fondo al corridoio prima di rispondere. Claudio vive nel
terrore costante. E si capisce, considerato che il suo predecessore Caligola  stato assassinato da
pretoriani. Mentre si trover nel padiglione imperiale, Claudio sar circondato dalle sue guardie del
corpo germaniche e questo rende impossibile per chiunque avvicinarsi. Con una sola eccezione: il
gladiatore vittorioso. Lanato fece una pausa, per lasciar fare presa alle sue parole. Vinci il
combattimento di gruppo, ragazzo, e avrai la possibilit di vendicare tuo padre e il buon nome della tua
famiglia uccidendo Claudio.
Pavone fu scosso da un fremito gelido. Fiss il senatore con un misto di sospetto e disagio, ma
il pensiero di Claudio che cadeva ai suoi piedi gli metteva addosso una strana eccitazione.
Assassinare limperatore sotto gli occhi di tutti?, sussurr.
Perch no? Un tiranno come Claudio merita di morire in pompa magna.
Forse, ma anche se volessi aiutarvi, dimentichi che al combattimento prenderanno parte
sessanta uomini. Nerva dice che sopravvive solo lultimo che rimane in piedi. E se fossi ucciso? A quel
punto il vostro piano andrebbe in fumo.
Ah, ma  proprio questo il bello dei combattimenti di gruppo. Combatterai contro la feccia,
contro uomini della pi infima natura! Uomini con una preparazione minima nelluso della spada. E poi
ci sei tu, noto come uno dei pi abili guerrieri mai apparsi nellarena. Se devo essere onesto, allinizio
ero scettico sulle tue capacit. Un rampollo di un nobile casato che possiede un insolito talento con la
spada mi sembrava assai improbabile. Finch non ti ho visto combattere con i miei occhi, stamattina.
Sconfiggendo il leone, hai dimostrato un ammirevole coraggio, abilit e capacit di decisione rapida.
Sono certo che domani sarai in grado di sconfiggere gli altri gladiatori.
Forse ma cosa ci guadagno da tutto questo?
La vendetta! Tutti sanno che  stato Claudio a ordinare la morte di tuo padre. Quale pi grande
ricompensa potresti desiderare se non uccidere limperatore?
Non  Claudio loggetto della mia vendetta. Lui  solo un vecchio stupido bavoso.  Ermete
che voglio, luomo che ha ucciso mio padre.  Ermete che voglio uccidere, non limperatore.
Organizzare un combattimento tra te e Ermete va oltre le mie possibilit. Ha la fama di essere
il pi grande gladiatore mai esistito, e come tale gode di celebrit e status ineguagliabili. So che una
volta Caligola ha tentato di convincerlo a uscire dal suo isolamento allettandolo con lofferta di
ventimila sesterzi e una propriet sulla via Appia, ma Ermete ha rifiutato categoricamente.
Limperatore ne rimase offeso, ma poi si rese conto che qualsiasi mossa contro Ermete sarebbe stata un
rischio troppo grosso con il popolo di Roma.
Ma Ermete  uscito dal suo isolamento, ha accettato di combattere ai giochi, me lha detto
Murena.
Esatto, ma deve affrontare un altro avversario che sar scelto personalmente da Claudio. Non
posso fare nulla con Ermete, mi spiace, ma posso aiutarti in unaltra questione.
Pavone inclin la testa fissando Lanato. Aveva la bocca secca.
So che tuo figlio verr ucciso domani, gettato alle belve, o almeno cos avrebbe dovuto essere,
se non fosse successo quello spiacevole incidente stamattina.
Non cambia nulla. Pallade e Murena non lo risparmieranno. Quei due bastardi senza cuore
troveranno sicuramente un modo per ucciderlo.
Lhanno gi trovato. Sar gettato dalla rupe Tarpea domani. Sembra proprio che il segretario
imperiale e il suo braccio destro non possano fare a meno di uccidere chiunque porti il nome di un
Valerio.
Pavone riflett un istante. Hai detto che potresti aiutarmi. Come?.
Lanato sorrise. Tuo figlio  tenuto nel palazzo imperiale. Come pensi sia venuto in possesso di
questo medaglione?.
In testa a Pavone si scaten una tempesta di speranza e timore. Voleva credere fortemente che
ci fosse una reale possibilit di salvare Appio. Fiss il senatore. Gli occhi delluomo scintillarono
mentre riprendeva a parlare. Ho fatto amicizia con uno degli schiavi domestici di palazzo, un giovane
interessante di nome Quinto Licinio Catone. Essendo un assiduo frequentatore delledificio, avevo
sentito dire che Catone era appassionato di poesia e siccome io stesso mi diletto con i versi, oggi mi
sono fermato e gli ho offerto in prestito alcuni manoscritti della mia collezione. Qualche opera di
Catullo e alcune righe di Properzio.
E cosa ha a che fare questo con Appio?.
Lanziano senatore abbass la voce. Appio era l, Pavone.  ancora sotto le cure degli schiavi
imperiali. Lho visto con i miei occhi. Indossava il medaglione al collo, glielho preso cos da poterti
dare la prova che sono un uomo di parola. Catone sembrava molto affezionato al piccolo Appio e anche
molto turbato quando mi ha informato che domani il bambino non sar pi tra noi.
Pavone picchi un pugno su un palmo. Allora c ancora una possibilit di salvare mio figlio.
Lanato si gett unocchiata alle spalle, e quando fu di nuovo faccia a faccia con Pavone riprese
a parlare con un bisbiglio appena udibile. Ho un piano. Il palazzo imperiale si svuota quasi
completamente, durante i giochi. Limperatore, il suo personale e i liberti sono tutti nellarena per
assistervi e anche gran parte degli schiavi, con compiti specifici. Rimangono solo i domestici e un
piccolo distaccamento di pretoriani.
Quale sarebbe il piano?, chiese rapidamente Pavone, il battito improvvisamente accelerato e
la testa che lavorava freneticamente.
Durante il combattimento di domani, io andr a palazzo per portare le mie poesie a Catone.
Omai sono un viso familiare, nessuno si rifiuter di farmi entrare. Una volta dentro trover Appio e lo
passer a uno dei miei schiavi allentrata della cucina, che durante i giochi rimane senza sorveglianza.
E da l Appio verr fatto sparire.
Un pensiero colse Pavone. Dove verr portato mio figlio? Non pu rimanere a Roma. Una
volta che Claudio sar morto, ci saranno rappresaglie contro ogni gladiatore del paese. Pensa solo a
cosa potrebbero fare Pallade e Murena se riuscissero a prenderlo. A quel punto si blocc, troppo
angosciato per continuare. Chiuse gli occhi e cerc di allontanare il pensiero.
Ho gi preso in considerazione il problema, rispose Lanato dopo un istante di pausa. Pavone
riapr gli occhi e guard il senatore riprendere a parlare, grattandosi il mento. C un tuo amico, a
quanto ne so io, un ragazzetto robusto di nome Manio Salvio Buccone.
Pavone sgran gli occhi stupito. Buccone era una recluta con me nel periodo che ho trascorso
nel ludus di Paestum. Come sei venuto a sapere di lui?
La rete dei Liberatores  molto pi estesa di quanto tu possa immaginare, Pavone. Una guardia
del corpo di un mio amico era gladiatore a Paestum e mi ha detto che tu e Buccone eravate molto
affiatati. Mi sembra che avesse un problema col gioco e che  in debito con te.
Pavone annu. S, lho tirato fuori da una situazione difficile con un creditore.
Lanato sorrise. Ho inviato uno dei miei servitori a Ostia per spiegare la situazione a Buccone.
Mentre parliamo sta tornando a Roma e ha accettato di prendere con s Appio. Il mio schiavo lo
incontrer sulla strada per consegnargli il bambino non appena Claudio sar caduto. Appio sar gi a
Ostia, al sicuro, prima che le autorit si accorgano della sua sparizione. Si prender ottima cura di lui.
Pavone rimase in silenzio, in dubbio se fidarsi o meno di Lanato. Lalternativa, comunque, era
sottomettersi a una morte raccapricciante nellarena. Murena gli aveva giurato che in un modo o
nellaltro sarebbe morto ai giochi e Pavone sapeva bene da solo che non sarebbe potuto sopravvivere
tanto pi a lungo.
E come potrei uccidere Claudio?, si domand a voce alta. Gli inservienti mi toglieranno la
spada non appena il combattimento sar terminato. Sempre che riesca a sopravvivere.
Ho studiato attentamente il programma. Immediatamente dopo il combattimento, il vincitore
verr condotto in infermeria per essere pulito e reso presentabile allimperatore. Quando arriverai, io
scender in infermeria per offrirti le mie congratulazioni. A quel punto ti passer un coltello,
abbastanza piccolo da poter essere nascosto nelle pieghe del perizoma. Quando ti scorteranno di sopra
al padiglione imperiale dovrai solo estrarlo e mettere fine al regno di Claudio.
Un fremito gelido di paura percorse Pavone dalla testa ai piedi, gli occhi sgranati puntati su
Lanato. E poi come fuggir?
Non fuggirai, rispose semplicemente Lanato. Pensavo lavessi capito.
Ma i Germani mi faranno a pezzi!.
Certo, rispose il senatore in tono grave. Ma a quel punto sar troppo tardi, limperatore sar
gi morto.
Il giovane gladiatore avvert un tremore alle labbra. Devo morire per salvare mio figlio?.
Gli occhi del senatore si accesero. Non solo per salvare Appio, ragazzo. Anche per salvare
Roma. Pensa alleredit che lascerai. Il nome di Valerio torner al suo passato splendore e sarai salutato
come il Liberator che ha sacrificato la vita per salvare Roma dalla rovina. Una volta che Claudio sar
morto, proporr immediatamente una sessione straordinaria di voto per riportare Roma alla repubblica.
 la tua opportunit per essere un eroe, Pavone.
Il giovane ammutol. Sentiva un peso insostenibile sulle spalle. Distogliendo lo sguardo da
Lanato, si alz fiaccamente in piedi e sbirci fuori, attraverso una sottile fessura nel muro della cella.
La vista si affacciava sul Campo Marzio che si stendeva verso sud in direzione delle mura cittadine.
Scorse i contorni di terme e templi magnificenti in lontananza, le ricche facciate di marmo che
brillavano sotto la luce lunare, testimonianza della potenza della Roma imperiale. Lungo la via
Flaminia alcune carcasse di animali, scaricate l dallinterno dellarena dopo ogni combattimento. Una
piccola folla di uomini scarni in tuniche logore staccavano la poca carne rimasta.
Allora?, chiese Lanato dallaltra parte della cella. Cosa rispondi?.
Pavone sospir. Si trovava in una situazione impossibile. Se accettava, le opportunit di
prendersi la vendetta su Ermete sarebbero andate in fumo per sempre. Se rifiutava, suo figlio sarebbe
morto. Alla fine si volt di nuovo verso Lanato e disse: Lo faccio solo per mio figlio.
Saggia decisione, ragazzo. Il senatore si raddrizz con unespressione sollevata in viso e un
fuoco vivo negli occhi. Si rese distrattamente conto che stringeva ancora il medaglione in mano. Lo
lanci a Pavone. Tienilo, potrebbe portarti un po di fortuna.  tardi. Ti suggerisco di riposare prima
del combattimento di gruppo. Domani prenderai la vita dellimperatore.
...
.
...
Capitolo sette.
...
.
...
Il mattino seguente, dalla coltre di nuvole filtrava un timido sole. Macrone si posizion nei
pressi del padiglione imperiale cercando, senza particolare successo, di sentirsi a proprio agio nella
nuova veste da liberto. La cinta strettissima lo sacrificava alla vita e il busto possente quasi esplodeva,
costretto allinterno dellattillato tubo di tessuto inadatto alla sua stazza. Il risultato era un personaggio
un po ridicolo che, ovviamente, suscitava sguardi perplessi tra gli spettatori seduti nelle gallerie vicine.
Prima un maledetto gladiatore e adesso un cazzo di liberto, borbott irritato. Di questo
passo, mi ritrover vestito da schiavo prima che faccia notte.
Si scroll di dosso la rabbia e si volt verso il centro dellarena. Un gruppetto di harenarii stava
ripulendo e sistemando la sabbia per levento successivo. Con lapprossimarsi del combattimento di
gruppo, la cavea aveva preso a riempirsi e in quel momento il teatro rimbombava del trambusto della
folla stipata, laria gi satura dellodore di carne arrostita che arrivava a folate dalle botteghe in strada.
Macrone grugn irritato quando alcuni spettatori lo investirono, correndo come folli per accaparrarsi i
pochi posti ancora rimasti liberi.
Il pretoriano che aveva accanto not lespressione aspra che aveva in faccia e gli fece: Su con
la vita, amico.  uno dei benefici del lavoro.
Macrone scosse la testa. Ne ho abbastanza di giochi gladiatori.
Il sangue gli sal alla testa al ricordo del pubblico che lo scherniva il giorno prima. Avvert un
immediato picco di compassione per Pavone, costretto a sopportare lennesima umiliazione di un
combattimento nellarena senza la prospettiva di gloria o di un bottino da legionario, ma solo di una
morte dolorosa per mano di qualche sporco barbaro o di una belva.
Distogliendo disgustato lo sguardo dal terreno dellarena, si concentr sul padiglione imperiale.
Lenigma su dove lassassino avrebbe colpito limperatore lo assillava dalla mattina. Si era alzato alle
prime luci dellalba e aveva immediatamente raggiunto larena, ancora vuota, per esplorarne il dedalo
di tunnel e passaggi. Terminata lispezione aveva concluso che, pur in presenza di infinite uscite a
disposizione dellassassino per darsi alla fuga, limperatore e il suo seguito erano comunque ben
protetti. Lelegante padiglione era posizionato su una piattaforma rialzata nel settore settentrionale
dellarena, da cui si poteva godere unottima vista dei combattimenti. Dal padiglione, una scalinata
privata immetteva nel tunnel sorvegliato che conduceva a unuscita indipendente, anchessa presidiata
da un drappello di guardie pretoriane. Avvicinarsi allimperatore sarebbe stato incredibilmente difficile.
Macrone aveva anche considerato leventualit che lassassino potesse aggirarsi tra i senatori e i
dignitari stranieri seduti subito alle spalle del padiglione, ma escludeva nel modo pi assoluto che uno
di essi potesse essere fisicamente in grado di superare il cordone di guardie germaniche, avventarsi
sullimperatore e accoltellarlo. Dovevano esserci necessariamente altri accessi in cui lassassino
avrebbe potuto rimanere nascosto, in agguato. Per quanto ci pensasse, per, non riusciva proprio a
capacitarsi di dove potessero essere.
Non  lavoro da soldato, questo, mormor, ribollendo di rabbia. Dovrei addestrare uomini,
non aiutare quei due coglioni di Greci.
Ehi! Toglimi le mani di dosso!, si sent gridare oltre il brusio generale del pubblico.
Macrone si volt, con sguardo cupo, verso la destra delluscita e individu due spettatori che si
litigavano un posto al limitare della galleria. Uno dei due aveva afferrato laltro, gi seduto, per le
pieghe della toga consunta; laggredito si era scrollato di dosso le mani dellaltro, scattando
immediatamente in piedi. Macrone accorse dai due fulmineo, precedendo il pretoriano, e li trascin da
parte.
Che diamine sta succedendo qui?, chiese.
Questuomo mi ha rubato il posto!, protest il primo.
Togliti di mezzo, sono arrivato prima io!, gli ringhi contro il secondo con voce cavernosa,
lisciandosi le pieghe della toga e fissando il rivale con occhi vitrei.
Questo posto  riservato agli equites. Se sei uno di noi, fammi vedere lanello, lo incalz il
primo.
Macrone inarc un sopracciglio fissando il secondo uomo. Allora?.
Questultimo distolse lo sguardo con aria colpevole. Non ce lho, farfugli. Lho perso alla
taverna.
Unaltra bugia!, sbott il primo, sollevando poi un dito e mostrando lanello a Macrone.
Questuomo  un impostore, un plebeo che cerca di farsi passare per uno di quelli migliori di lui.
Macrone squadr torvo il secondo uomo. Sembra proprio che tu stia nella sezione sbagliata,
amico.
Luomo rispose con unocchiata di sdegno. A chi credi di stare parlando?, aggiunse poi in
tono stizzito. Schifosi liberti! Te li ritrovi ovunque, ormai!.
Macrone a quel punto perse la pazienza. Allung una mano e agguant luomo per la collottola,
spintonandolo e costringendolo a guardare verso il terreno dellarena. In quel momento dallaccesso est
stava entrando un gruppo di commedianti con acrobati, giocolieri che lanciavano palline in aria e nani
travestiti. Lo spettatore si ritrasse impaurito quando Macrone gli sussurr a un orecchio: Rivolgiti
ancora a me in quel modo e ti sbatto direttamente in mezzo allarena, cos vedrai meglio di tutti. Mi hai
sentito?.
Luomo deglut rumorosamente e alz le mani in segno di resa. Va bene, amico. Mi dispiace.
Sai come vanno le cose. Tutti vogliono prendersi un posto per i giochi di stamattina. In giro non si
parla daltro che dei combattimenti di gruppo. Non capita tutti i giorni di avere due leggende che se le
danno in una rissa senza regole.
Di chi stai parlando?, gli sibil Macrone.
Non dirmi che non ne hai sentito parlare!  stato il primo annuncio pubblicato stamattina al
Foro. Un messaggio del promotore dei giochi. Tutti i gladiatori che dovevano essere fatti a pezzi dagli
animali ieri sono stati spostati nel combattimento di gruppo incluso quel merdoso traditore di Marco
Valerio Pavone.
Finiscila di raccontare stronzate. Ho sentito parlare dei combattimenti di gruppo, sono solo un
modo per liberarsi della feccia senza spendere troppi soldi. Decine di assassini e schiavi fuggitivi che si
macellano con la stessa abilit di un Gallo accecato dal vino. In un caos del genere nessuno
rischierebbe un gladiatore di valore.
Macrone rilasci la presa sul collo delluomo senza dargli modo di rispondere. Nellarena,
intanto, la troupe di commedianti aveva terminato lintermezzo e stava uscendo, mentre dal cancello est
entrava sul terreno di combattimento larbiter, seguito da un corteo di gladiatori con armatura leggera.
Macrone scorse Pavone in testa alla colonna, gli occhi fissi in avanti mentre il pubblico gli urlava
contro ingiurie e insulti.
Per gli di, hai ragione!, mormor, sentendo un immediato picco di compassione per lex
allievo.
Te lavevo detto, rispose lo spettatore con un ghigno. Anzi ti dico pure che stavolta Pavone
non  nemmeno il favorito.
Che intendi dire?
Che al programma sono stati aggiunti altri gladiatori bravi con la spada, tipo gli Egiziani e i
Germani. E anche Amadoco  in gara.
Macrone si sent raggelare il sangue nelle vene. Per Plutone!.
Lo spettatore sottoline con un cenno della testa. E giacch Pavone  il campione dellarena,
laltro star fremendo per farlo a pezzi. Sar stato anche bravo contro il leone, ma oggi pomeriggio
Pavone finir macellato.
Avanti, bastardi!, sbrait larbiter contro i gladiatori che uscivano con tutta calma dai
cancelli est e ovest e si disponevano sui due lati di una riga di gesso che tagliava in due lintero terreno
dellarena. Che nessuno muova un dito finch non avr dato lordine io. Se becco qualcuno che tenta
di fare una sola mossa prima del tempo, lo faccio inchiodare a una croce prima di sera. Intesi?
S, signore!, risposero allunisono i gladiatori.
Quella mattina Pavone si era svegliato accanitamente deciso a risparmiare al figlioletto lo stesso
destino da traditore che era toccato a lui e a suo padre Tito prima di lui. Entrando nellarena, investito
da un flusso di grida e chiasso, si ripet mentalmente tutte le tecniche gladiatorie che aveva appreso
sotto la guida di Macrone durante i lunghi mesi di addestramento a Paestum. Gli uomini si
raggrupparono lentamente sulla distesa di sabbia, sessanta in tutto. Alcuni mestamente rassegnati al
destino che li attendeva; altri che scuotevano i pugni stretti verso il pubblico in segno di tragica sfida.
Alla destra di Pavone cera un gladiatore basso e tozzo, tremante e visibilmente impaurito.
 finita, gracchi. Era completamente sdentato, not il giovane; un marchio sulla fronte lo
identificava come schiavo fuggitivo. Ormai siamo spacciati.
Primo combattimento?, gli chiese Pavone.
E anche ultimo, rispose luomo in tono amaro. Non dovrei essere qui. Non ho mai preso in
mano una spada in tutta la mia vita.
Mentre gli inservienti iniziavano a distribuire le armi a turno, Pavone sent tendersi i muscoli in
vista dellimminente combattimento. Scortato da una fila di pretoriani, larbiter fece il giro di tutti i
guerrieri, fermandosi di fronte a ciascuno di essi per la probatio armorum, il controllo delle armi. Nel
tentativo di dare una parvenza di ordine al combattimento di gruppo  che spesso e volentieri finiva per
degenerare in una zuffa caotica  gli uomini erano stati raggruppati in due squadre di trenta elementi
ciascuna. Ogni uomo nella squadra di Pavone aveva ricevuto una spada a lama ricurva lunga due piedi
e un piccolo scudo tondo, questultimo pi piccolo di quello che il giovane era stato abituato a usare
nelle legioni e che forniva molta meno protezione; la spada ricurva, invece, era unassoluta novit per
lui.
Gli avversari sullaltro versante della linea di gesso erano stati dotati di due spade legionarie ma
di nessuno scudo. Entrambi i raggruppamenti non avevano armature n elmi protettivi e indossavano
esclusivamente i perizomi. Pavone suppose che dietro lo stratagemma dei due gruppi con armi
differenti ci fosse lintenzione di esortare i gladiatori muniti di doppia spada, ma sprovvisti di scudo, ad
attaccare gli avversari. Stringendo la presa sulla spada, Pavone not due guerrieri germanici sullaltro
lato della linea scambiarsi battute nella loro lingua natia, torreggianti, con la gigantesca stazza, di oltre
una testa sopra tutti gli altri; nelle loro mani enormi, le due spade risultavano ridicolmente minuscole.
Pavone guard poi verso il padiglione imperiale e vide Macrone fissarlo da una delle uscite,
nelle semplici vesti da liberto. Loptio gli fece un leggero cenno con la testa e Pavone si sent
immediatamente triste che quel giorno il veterano non fosse l a lottare fianco a fianco con lui. Di
fronte a Macrone, da un accesso riservato, un corteo di dignitari stranieri e collaboratori imperiali stava
lentamente accedendo al padiglione e prendendo posto sui sedili imbottiti. Scorgendo Pallade e Murena
che si sedevano accanto allimperatore, Pavone si sent ribollire il sangue di rabbia nera. Il segretario
imperiale sorseggiava vino da una coppa dargento, fissandolo impassibile, la pelle del viso tesa e le
labbra sottili quasi fossero state intagliate con la punta di un coltello. La brama di vendetta sui due
liberti consumava il cuore del giovane.
Preparatevi a morire, Romani.
Pavone riabbass lo sguardo sui gladiatori dallaltra parte della linea di gesso e si sent
raggelare istantaneamente il sangue nelle vene. Gli avversari con la doppia spada legionaria avevano
unaria sicura e fiduciosa, le mani strette sullimpugnatura alla maniera dei guerrieri navigati. Lometto
tremante a fianco di Pavone, invece, era in perfetta sintonia con il contegno del resto dei suoi compagni
di gruppo: visibilmente nervosi, stringevano goffamente le spade ricurve. Serrando i denti, il giovane si
rese conto che per sopravvivere  e salvare suo figlio  avrebbe dovuto far appello a tutta la sua
esperienza e alle sue abilit combattive.
Amadoco fece un passo verso Pavone, sollevando la spada nella mano destra allaltezza del
mento e puntandogliela contro, gonfiando i muscoli del collo.
Siamo in due squadre diverse, ringraziando gli di, gli ringhi in tono crudele. Adesso avr
la possibilit di far vedere a tutti che sono io il vero campione dellarena. Aspettavo da tempo questo
giorno.
Pavone scosse la testa. Non mi fai paura. Ho sconfitto uomini molto pi forti di te.
Stronzate! Io sono un campione dellarena, non quei barbari e ubriachi contro cui hai
combattuto tu. E quanto a questi inutili merdosi, continu il trace, guardando i gladiatori attorno a
Pavone, li far a pezzi prima che limperatore sia riuscito a scaldarsi il culo sul cuscino. E una volta
eliminati loro, far a pezzi te. E poi mi prender la mia ricompensa.
Pavone si accigli. Che ricompensa?.
Un grido di Nerva dal cancello est, che ordinava a inservienti e guardie di ritirarsi nel tunnel,
interruppe Amadoco con la risposta a mezza bocca. Quando lultimo uomo fu dentro, il cancello si
richiuse. A quel punto tutti gli occhi dellarena si puntarono sullarbiter; gli uomini ai due lati di
Pavone tremavano. Il giovane si sent scorrere nelle vene lo stesso flusso gelido che sentiva prima di
ogni combattimento. Gli spettatori incitavano selvaggiamente larbiter perch desse finalmente il
segnale di inizio dello scontro. Larbiter ignor le urla, in attesa che terminasse la verifica delle armi e
che i cancelli fossero stati chiusi e sprangati. Una volta soddisfatto dei controlli preliminari, larbiter si
port a distanza di sicurezza e sollev il bastone in alto sulla testa. La folla piomb nel silenzio.
Limmobilit pi assoluta.
Un istante dopo il bastone colp la sabbia con uno schiocco secco.
GladiatoriCOMBATTETE!.
Il gruppo avversario part allistante alla carica contro Pavone, le urla gutturali dei Germani
echeggianti al di sopra del boato del pubblico. Alcuni uomini sul versante del giovane rimasero
immobilizzati dalla paura di fronte al minaccioso scintillio di decine di spade. Lo schiavo tarchiato alla
sua destra scagli immediatamente spada e scudo in direzione della fiumana di avversari e si volt,
schizzando di corsa verso il cancello est. Un altro lasci cadere a terra lo scudo e, stringendo la spada
con entrambe le mani, gir la lama verso linterno, puntandosela alla gola; si trafisse, preferendo morire
per mano propria piuttosto che patire una morte spaventosa inflitta dai gladiatori veterani. La linea di
gesso spar rapidamente sotto i piedi dei guerrieri.
Un uomo alto e scarno si avvent contro Pavone. Il giovane gladiatore tese i muscoli,
determinato a lottare. La vita di suo figlio era nelle sue mani. Non avrebbe abbandonato Appio al suo
destino. Strinse la presa sullo scudo, accostandoselo al petto, e si concentr sul gladiatore che gli
correva incontro. Attaccandolo, luomo lanci un urlo forsennato con tutto il fiato che aveva in gola e
roteando entrambe le spade sulla testa. Le armi vibravano nelle sue mani. Pavone scart rapido a
sinistra, schivando il colpo mentre, per lo slancio, luomo scheletrico cadeva in avanti, trascinato dal
peso delle due spade, e offrendo il collo scoperto al giovane. Con un movimento fulmineo Pavone
abbass la lama sullavversario, che ebbe solo il tempo di fare una smorfia di sorpresa prima di essere
colpito. Quando la lama gli tranci in due il collo, luomo rantol. Pavone liber la spada con un
violento strattone. Luomo croll in ginocchio, gorgogliando anatemi contro il suo assassino,
ghermendosi la gola sanguinante.
In quel momento, con la coda dellocchio Pavone scorse un movimento. Si gir giusto in tempo
per veder scintillare in aria due punte di spada dirette verso la sua gola e un corpulento gladiatore
barbuto lanciato in corsa. Scatt con la testa allindietro con riflessi fulminei, sfruttando i muscoli
rinvigoriti dallallenamento con Macrone. Lavversario contrasse la spalla, orientando le lame verso
lalto allultimo istante, e riuscendo a graffiarlo sulla guancia. Pavone sent un immediato bruciore su
un lato del viso e un rivolo caldo scivolargli gi sul collo. Scosse la testa per riaversi mentre
lavversario gli puntava contro la seconda spada. Il giovane spinse avanti il piccolo scudo. La spada ci
cozz contro, scivolando poi via con un forte rumore di raschio metallico e facendogli vibrare i muscoli
dellavambraccio. Pavone premette avanti, investendo il rivale con lo scudo, puntellato contro la spalla.
Allimpatto con la mascella dellaltro uomo, lo scudo vibr violentemente; il giovane ne approfitt per
trafiggerlo allo stomaco. Lavversario si contrasse di scatto quando la lama ricurva gli affond
nellintestino. Pavone torse il polso, direzionando la lama in alto verso il petto, dilaniandogli gli organi
vitali. Luomo lo gherm alla faccia, cercando di cavargli gli occhi. A quel punto, con il cuore che gli
martellava in petto come un tamburo, Pavone stratton via la spada e guard laltro crollare
allindietro. Ogni avversario ucciso lo avvicinava di un passo alla salvezza del figlio lontano da Roma.
Lanci unocchiata alla battaglia tuttintorno. I gemiti dei morenti si fondevano con gli
incessanti schianti umidi di metallo contro carne. Il combattimento era ormai degenerato in una rissa di
massa, e ogni originaria pretesa di ordine tra i due schieramenti rivali era andata in fumo nel momento
in cui la maggior parte dei compagni inesperti del gruppo di Pavone era stata sopraffatta dalle abilit
nettamente superiori dei rivali. Il pubblico urlava eccitato mentre i Germani sferravano colpi violenti
contro i terrorizzati compagni di gruppo di Pavone. Alcuni rispondevano allattacco, dimenando le armi
e colpendo alla cieca, altri tentavano di darsi alla fuga. Uno, al limite della disperazione, scagli la
spada contro uno dei Germani, che schiv abilmente il proiettile e gli si avvent addosso. Terrorizzato,
linesperto combattente si sfil lo scudo e lanci anche quello contro il barbaro. Lenorme gladiatore
devi da s il disco di metallo e affond contemporaneamente la spada nellinguine dellavversario.
Luomo trafitto gemette, cadendo in ginocchio, entrambe le mani premute sul pomo della spada che gli
sporgeva dal basso ventre. A quel punto Pavone not che almeno la met dei gladiatori era ormai a
terra. I sopravvissuti del suo gruppo combattevano allo stremo per rimanere in vita, a coppie isolate,
sferrando freneticamente colpi caotici contro i potenti avversari.
Romano! Sei mio!.
Allungando lo sguardo oltre la distesa di cadaveri, Pavone vide Amadoco che, zoppicando, gli
si dirigeva incontro, lo sguardo venato di odio, la lunga criniera grondante di sangue. Il trace stringeva i
denti per resistere al dolore delle molteplici ferite. Dun tratto un uomo selvaggiamente sfregiato gli
blocc il cammino e rimase, peccando di sconsideratezza, fermo sul posto senza cedere, rannicchiato
dietro lo scudo e dimenando la spada alla cieca contro lavversario. Amadoco sfoder i denti e affond
la lama contro luomo che, allultimo istante, ebbe la prontezza di sollevare lo scudo. La punta della
spada squill sbattendovi contro. Spazientito, Amadoco si liber di una delle due spade, allung la
mano libera e afferr il bordo dello scudo. Lavversario tent di tirarlo via dalla presa, ma Amadoco,
nonostante la ferita alla gamba e le dita mozze, rimaneva comunque un avversario inarrivabile; inizi a
schiacciare lo scudo contro la faccia delluomo con tutta la sua forza bruta. Lavversario lanci un
gemito nasale quando lo scudo gli ruppe il naso. Barcoll allindietro, premendosi entrambe le mani
sulla faccia. A quel punto Amadoco affond la spada contro di lui con tale forza da piantargliela nello
stomaco fino allimpugnatura. Senza perdere tempo, il trace scalci via luomo ucciso, recuperando la
spada e riprendendo la carica contro Pavone.
Un ruggito selvaggio attir lo sguardo di Pavone verso la coppia di Germani che aveva finito di
abbattere gli ultimi sventurati avversari, lasciandolo ultimo sopravvissuto del suo gruppo.
Continuate a combattere!, tuon larbiter. Solo lultimo che rimane in piedi vince!.
I due barbari, allora, si voltarono contro i loro stessi compagni di schieramento. Ne rimanevano
in piedi meno di una decina. Li liquidarono in quattro e quattrotto, senza alcuna difficolt, sferrando
colpi coordinati, troncando colonne vertebrali e assestando pugni alle nuche scoperte. In un batter
docchio ai loro piedi si impil un cumulo di corpi senza vita. I due barbari si guardarono intorno in
cerca di altri avversari e, scorgendo Pavone, gli si lanciarono simultaneamente contro, scatenando le
acclamazioni del pubblico che moriva dalla voglia di vedere massacrato lex eroe dellarena.
Il germano sulla destra fu il primo ad avventarglisi contro, preceduto dallo scintillio delle sue
lame. Pavone si abbass sulle ginocchia e spinse in avanti lo scudo, incassando lattacco a testa alta. Al
momento dello scontro, le punte delle spade scivolarono, raschiando, sulla borchia dello scudo e
schizzarono verso il cielo. Il giovane si chin immediatamente in avanti e affond la spada in
diagonale, centrando lavversario al piede dappoggio e tranciandogli tendini e ossa. Dalla ferita
schizz fuori il sangue, costringendo il germano a irrigidirsi per il dolore e ad abbassarsi per prendersi
il piede trafitto. Pavone ruot lo scudo davanti a s lungo una traiettoria ad arco orizzontale, sbattendo
il bordo metallico contro la mascella dellavversario. Piombando a terra, il germano rote gli occhi,
tramortito.
Bastardo! Quello  mio fratello!, url in un latino approssimativo il secondo germano.
Senza riprendere fiato, il barbaro si slanci contro Pavone, attaccandolo con la spada nella
mano sinistra. Il giovane fece un balzo allindietro ma la punta riusc comunque ad aprirgli un taglio
sulla fronte. Quando la lama gli affett la carne, si sent esplodere in petto un dolore lancinante. Ogni
muscolo del suo corpo si tese per lo strazio e le dita istintivamente si aprirono, facendogli perdere la
presa sulla spada. Mentre Pavone cadeva in ginocchio, il germano allontan lo scudo con un calcio e si
prepar ad affondare entrambe le spade nel collo dellavversario abbattuto.
No!  mio!, gli url Amadoco, correndo verso i due.
Il germano si volt verso il trace in corsa impetuosa mentre Pavone sbirciava oltre le sue spalle.
Il giovane vide Amadoco avventarsi contro il suo avversario, gli occhi in fiamme mentre gli affondava
la spada nelladdome. Quando la lama gli dilani gli organi vitali, il germano sgran gli occhi e afferr
la lama cercando di estrarsela dal busto, ma Amadoco, rinserrando la presa, diede una repentina
torsione, straziandogli lo stomaco. Il germano rantol e ricadde allindietro sulla sabbia, accanto a
Pavone. Un istante dopo i suoi occhi si spensero e dal petto si ud un gorgoglio di morte. Il trace sfil la
spada e rimase a torreggiare sopra il giovane, scandagliando il terreno dellarena interamente ricoperto
di cadaveri.
Siamo rimasti solo io e te, ragazzo ricco, comment con una risata roca, voltandosi di nuovo
verso di lui. Indovina un po? Domani a questora sar ricco. Murena mi ha fatto visita ieri sera in
cella e mi ha promesso diecimila sesterzi, una fattoria a Brindisium e tutte le donne che voglio se ti
ammazzo.
E tu credi a una sola delle parole di quel viscido ratto di greco? Sei molto pi stupido di
quanto sembri.
E tu pensi di essere cos intelligente, eh, romano? Non sembrerai pi cos astuto quando ti
taglier la gola!.
Pavone non si mosse mentre il trace gli si avvicinava, le labbra stese in un ghigno trionfante.
...
.
...
Capitolo otto.
...
.
...
Resistendo al dolore cocente al petto, Pavone barcoll allindietro, allontanandosi dal suo
grande rivale che scattava in avanti implacabile. Larbiter agit il bastone in direzione del trace perch
lasciasse a Pavone la possibilit di recuperare unarma e continuare cos il combattimento alla pari. Per
tutta risposta, Amadoco afferr luomo per una spalla e lo trafisse allo stomaco con un solo affondo
fulmineo. Il pubblico esult, deliziato dalla vista dellorribile morte dellarbiter. Amadoco ritir la
spada e luomo si accasci sulla sabbia, tenendosi le viscere che gli fuoriuscivano dalla pancia.
Il trace a quel punto fece un profondo respiro per recuperare fiato e riprese ad avanzare contro il
giovane gladiatore. Pavone rotol su un fianco, strappando le due spade dalle mani del germano ucciso.
Sollev gli occhi e vide lo scintillio del metallo che gli piombava contro. Con una torsione fulminea del
busto, sollev le due spade per bloccare la lama che gli stava precipitando addosso. Nellarena
echeggi lo stridulo clangore di acciaio contro acciaio. Pavone fece leva sui piedi e inizi a respingere
indietro Amadoco. Grugnendo, il trace rinforz la carica, ma Pavone cerc una miglior presa con i
piedi a terra, tenendo sempre le due spade sollevate davanti a s, le lame strette luna allaltra, e
bloccando i ripetuti colpi dellavversario. Amadoco ormai ansimava, il busto imperlato di sudore per la
fatica dellininterrotto attacco. Da parte sua, il giovane non era neanche lontanamente intenzionato a
farsi trascinare dal rivale in una prova di forza. Avevano gi combattuto sul campo di addestramento
del ludus di Paestum e ricordava quale fortissimo avversario fosse il trace. Leccellente abilit di
Pavone con la spada trovava il perfetto antagonista nello spirito e nella forza bruta del trace. Pavone
sapeva che per batterlo, doveva combattere alle proprie condizioni, sfruttando la sua abilit con la
spada per contrastare la superiore potenza dellavversario.
Amadoco ripart allattacco lanciando un cupo lamento gutturale. Combatti, merdoso romano!
Non ritirarti come una femmina!.
E questo sarebbe il massimo che sai fare?, lo schern Pavone.
Ringhiando, Amadoco inizi a roteare la spada, ma si blocc a met giro, aprendo un ghigno
tremolante sulla bocca quando scorse la ferita sul petto di Pavone. Stai sanguinando, romano!  un
segno che ho il favore degli di.
Pavone sorrise. Ti batti con un aristocratico ferito e nonostante questo sei in difficolt. Stai
perdendo la mano, trace.
Infuriato e ringhiante, Amadoco riprese a sferrare colpi sempre pi violenti contro il giovane
che, dal canto suo, teneva le spade sollevate e respingeva gli attacchi. La fatica iniziava per a farsi
sentire; ogni muscolo era straziato dallo sforzo di tenere le pesanti spade sollevate. La respirazione si
fece sempre pi irregolare. Annusando il sangue, Amadoco ghign. Affond la spada contro Pavone,
mirando al petto; allultimo istante fece scattare il polso verso lalto, orientando la punta in direzione
del braccio. Con una torsione, Pavone riusc a schivare il colpo, ma la punta riusc comunque a
lacerargli la carne, scatenandogli un dolore lancinante lungo tutto larto. Boccheggi per riprendere
fiato, con uno spasmo le dita di una mano si stesero e Pavone perse una spada.
Sei finito, romano!, ringhi Amadoco.
Pavone barcoll allindietro, i muscoli guizzanti per ladrenalina e la paura. Dalle gallerie gli
piovvero addosso urla di scherno. Amadoco si abbass e raccolse la spada prima che il giovane
riuscisse a raggiungerla. Armato di due spade, gli occhi accesi di selvaggia determinazione, il trace
scatt indietro con le braccia, piegando i gomiti e tenendoli stretti ai fianchi per poi affondare
violentemente le lame contro il collo di Pavone con forza inaudita. Per un brevissimo istante, il giovane
vide la vita del figlioletto appesa a un fragile filo. Con un estremo scatto di forza, si tuff sulla destra,
schivando lattacco, e spinse simultaneamente in alto laltra spada, trafiggendo Amadoco allascella.
Il trace guard in basso, fissando, stordito, la lama che gli perforava la carne e il rivolo di
sangue che gli scendeva sul busto, gocciolando sulla sabbia. Tremando per la furia, si slanci di nuovo
su Pavone. Quando gli si avvent addosso, il giovane sussult per il dolore e, avvinghiato al rivale,
croll a terra. Pavone tent di toglierselo di dosso, respingendolo con le gambe, ma il trace lo colp con
un pugno in piena faccia. La vista di Pavone si annebbi per qualche istante, poi il giovane torn a
vedere chiaro mentre Amadoco afferrava un pugnale ricurvo che scintillava l accanto sulla sabbia. Il
pubblico url di eccitazione e gioia quando il trace inizi ad abbassarne la punta verso la gola del
rivale. Pavone si port le mani in alto davanti alla testa per ripararsi, intrecciando le braccia con quelle
del trace.
Sei finito, romano, esclam Amadoco con voce stridula, spingendo implacabilmente il
pugnale verso Pavone. Muori, finalmente, o implorami di risparmiarti!.
Il giovane rimase bloccato in preda al panico mentre Amadoco continuava a spingere la punta
del pugnale verso la sua gola. Sent i muscoli indebolirsi sotto il peso dellantagonista che lo
schiacciava. Per lo sforzo, il petto gli si gonfi e la cassa toracica inizi a pulsare di dolore. La punta
del pugnale era arrivata a sfiorargli la carne. La sofferenza gli incendi il sangue nelle vene, di fronte
alla consapevolezza di un destino ormai segnato per il figlioletto.
Deglutendo, chiam a raccolta le ultime forze che gli rimanevano, e il ricordo del duro
allenamento con Macrone gli fece recuperare rapidamente vigore. Spinse le braccia con unenergia
esplosiva, allontanandosi il pugnale dal collo. Amadoco sulle prime parve sorpreso, incapace di capire
dove quella recluta, un tempo debole e fragile, potesse trovare tutta la forza per contrastarlo. Stringendo
i denti, Pavone blocc i muscoli delle braccia e respinse lentamente il pugnale finch la punta non
scintill alla distanza di un capello da Amadoco.
Non puoi uccidermi! Sono io il legittimo campione, non tu!.
Porta i miei saluti a Spartaco quando lo raggiungerai negli inferi!.
Il trace sgran gli occhi quando Pavone, con un ultimo scatto di forza, gli spinse violentemente
il pugnale in gola, trapassandolo da parte a parte e trasformando il grugnito rabbioso del rivale in un
gorgoglio agonizzante. Quando il nemico mor, Pavone avvert un leggero fremito di rammarico. Pur
essendo nemici giurati, nutriva comunque un certo rispetto nei confronti di Amadoco. Lavversario si
era rivelato un intrepido guerriero, compensando con tenacia e spirito combattivo la mancanza di
abilit. Vide la rabbia spegnersi negli occhi del trace e il ghigno sulle labbra rilassarsi. Da un angolo
della bocca spunt un rivolo di sangue. Si sbarazz del suo corpo, facendolo rotolare di lato, e larena
piomb in un silenzio di tomba, quasi che gli spettatori fossero indecisi su come accogliere lesito del
combattimento. Pavone si prepar a un ennesimo diluvio di animosit nei suoi confronti, ma un istante
dopo il silenzio fu squarciato da urla di acclamazione.
Ha sconfitto Amadoco!, romb uno spettatore.
Abbasso il trace! Evviva Pavone!, lo segu subito un altro.
Lapplauso si diffuse velocemente in tutta la cavea finch ogni spettatore non acclam il suo
nome. La capricciosa natura del pubblico riemp Pavone di sdegno. Abbass gli occhi schizzati di
sangue su Amadoco, incredulo del proprio trionfo. Era sopravvissuto prima alle venationes e adesso al
combattimento di gruppo, unimpresa che pochissimi altri gladiatori potevano vantare. Alla fine dei
precedenti scontri, si era sentito a disagio nei confronti della servile adulazione del pubblico. Ora
invece, sconfitto Amadoco, sentiva di meritarne totalmente lammirazione. Ripens un istante alla
lunga trasformazione che aveva avuto, da recluta mingherlina nel ludus di Paestum a uno dei titani
dellarena di Roma.
E adesso manca solo una cosa da fare, disse tra s e s.
La spada iniziava a farsi pesante nella mano stanca. La lanci via. Scandagli le gallerie in
cerca di Lanato. Nessuna traccia delluomo, nella fila di senatori con gli occhi puntati sulla sabbia
insanguinata. In quel momento Appio doveva essere gi stato sottratto dal palazzo imperiale e scortato
verso Ostia e la nuova vita con Buccone. Pavone si sent stringere il cuore da una morsa di tristezza al
pensiero che non lavrebbe mai pi visto. Per qualche strano motivo, ora che si trovava cos vicino al
completamento della sua missione e alluccisione dellimperatore, allimprovviso veniva assalito dal
dubbio. Si chiese fino a che punto potesse fidarsi di Lanato e se luomo avrebbe rispettato la sua parte
di accordo.
Scacci rapidamente quel pensiero dalla testa. Ormai era troppo vicino alla fine per rinunciare.
La vita di suo figlio dipendeva solo dallassassinio dellimperatore per mano sua.
Il cigolio del cancello che si apriva lo strapp da quellistante di confusione. Pavone sollev lo
sguardo in direzione del cancello est e lentamente prese coscienza della carneficina che aveva davanti
agli occhi, un groviglio di arti e corpi. Raggi di luce solare trapassarono la bassa nuvolaglia grigia e
scaldarono la gelida sabbia, facendo scintillare i cadaveri e le spade insanguinati. La linea di gesso era
ormai solo vagamente visibile tra i resti del combattimento. Laria era resa irrespirabile dallodore di
sangue misto a quello di sudore, urina ed escrementi fuoriusciti dai corpi sventrati. Pavone rimase
immobile e muto per lo shock di fronte a tutto il sangue che era stato versato in nome dellimperatore
Claudio.
Un bagno di sangue, mormor tra s e s. Follia pura.
Scosse amaramente la testa. Se quello era il futuro degli spettacoli gladiatori, decine di uomini
senzarte n parte gettati incontro alla morte, allora lui non ne voleva far parte. Ancora una volta si
sent disgustato dal pubblico che aveva gioito del combattimento. Il loro entusiasmo avrebbe
sicuramente portato ad altri eventi simili negli spettacoli a venire. Si chiese dove avrebbe portato tutto
ci.
Nerva usc dal cancello e si incammin verso di lui. Destreggiandosi tra i cumuli di gladiatori
morti, sembrava turbato. Alle sue spalle, dal tunnel lo seguirono fuori inservienti e guardie. I primi
iniziarono subito a staccare spade e scudi dalle mani irrigidite dei morti; le seconde a verificare
eventuali segni di vita tra i corpi, pungolandoli con le punte delle spade, passando velocemente da un
gladiatore accasciato allaltro. Alle loro spalle i due guerrieri germanici venivano caricati uno sullaltro
su un carro di legno.
Guarda che macello, borbott Nerva, scalciando via, sgomento, una mano mozza. Ci
vorranno giorni per ripulire tutto.
Cosa ne sar di loro?, chiese Pavone con un filo di voce.
Di questa feccia? Nelle fosse comuni, per lo pi. Il chirurgo cercher di recuperare quanto pi
sangue possibile dai cadaveri. Per venderlo, naturalmente. Ma a te cosa importa?.
Pavone indic Amadoco. Sotto il suo corpo si era aperta una enorme pozza di sangue. Voglio
che la mia vincita sia usata per pagare i funerali del trace. Merita almeno una pietra tombale adeguata.
Nerva lo guard perplesso, sospirando. Gladiatori! Non finirete mai di sorprendermi. Prima vi
fate a pezzi e il momento dopo pagate per le vostre pietre tombali. Non lo capir mai.
Questo perch tu non hai mai dovuto affrontare un combattimento sotto gli occhi di un
pubblico in delirio, pens Pavone tra s e s, sopprimendo la tentazione di aggiungere Nerva alla
distesa di cadaveri nellarena. Il funzionario si limit a fissarlo con unespressione di disapprovazione.
Devi andare a farti medicare quella, disse poi, indicandogli la ferita alla spalla.
Il giovane abbass lo sguardo. Il taglio non era profondo ma perdeva copiosamente sangue,
rigandogli braccio e petto. Non sentiva dolore, ma aveva la testa ancora confusa dal pensiero della
vittoria e del pericoloso compito che lo attendeva.
Nerva gli fece segno con la testa verso il cancello est. Fai alla svelta, Pavone. Limperatore sta aspettando.
...
.
...
Capitolo nove.
...
.
...
Una strana tranquillit si insedi in Pavone mentre percorreva lentamente il corridoio.
Linfermeria traboccava di vittime e Nerva condusse il giovane in una stanza adiacente, con qualche
barella e un lettino su cui potesse recuperare le forze. Attraverso i muri fatiscenti Pavone udiva i
lamenti dei gladiatori feriti che passavano sotto lo scalpello del chirurgo. Le ferite alla spalla e al petto
avevano iniziato a bruciare e a pulsare ma la mente del giovane era concentrata altrove. Chiuse gli
occhi e ripass le varie fasi della sua imminente missione assassina contro limperatore. Quando li
riapr, vide una figura alta e magra in piedi sulla soglia. Le profonde rughe sul viso erano illuminate dal
morbido luccichio delle lampade a olio lungo il corridoio.
Ah, gladiatore! Congratulazioni per la vittoria!, esclam pomposamente Lanato,
avvicinandosi a Pavone con passo baldanzoso che a malapena ne dissimulava lesultanza. 
rigenerante vedere un nobile romano uscire vittorioso da un vero combattimento gladiatorio. Non come
quegli aristocratici sfaccendati che si sono esibiti ieri ad affettare lepri e struzzi solo per massaggiarsi
lego.
Pavone guard il senatore con sguardo inespressivo. Dov Appio?.
Lanato guard nervosamente le facce dei gladiatori nella stanza. Si chin su Pavone e gli
sussurr in un orecchio: Per Giove, ragazzo, abbassa la voce! Se qualcuno ci sente, siamo spacciati!
Non possiamo permetterci scivoloni. Non ora. Il destino di Roma dipende da noi.
Per te, forse. Pavone lo fissava con espressione feroce. A me interessa solo mio figlio.
Avevamo un patto.
E sar onorato, bisbigli Lanato, rilassandosi. Dovresti essere grato di questopportunit,
Pavone. Stai per passare alla storia come luomo che ha messo fine alla vita di un dittatore, riportando
Roma alla sua antica grandezza. Provo quasi invidia per te, se proprio vuoi saperlo.
Uccidi tu Claudio, allora.
Il senatore fiss il giovane con sguardo glaciale, le labbra strette.
Mio figlio, ripet Pavone.
Il bambino  in salvo.
In viaggio verso Ostia?
Non ancora, rispose Lanato, tenendo la voce bassa. Solo quando avrai mantenuto la tua
parte di accordo. Uccidi limperatore e lascer partire Appio con il tuo amico Buccone.
Non far niente se prima Appio non  al sicuro, rincalz Pavone furioso.
Non se ne parla, sibil Lanato. Limportante adesso  che tuo figlio  fuori dal palazzo
imperiale, Pavone. Si trova in un luogo sicuro e io far onore alla mia parola, nonostante tu stia
insinuando il contrario. Appio verr lasciato uscire da Roma nellesatto momento in cui tu verserai il
sangue dellimperatore.
In quel momento, nella stanza entrarono due inservienti trasportando una barella. Pavone pens
di riconoscere il gladiatore ferito nel combattimento di gruppo. Lateralmente allo stomaco un profondo
squarcio scintillava di rosso come due labbra arricciate. La ferita sembrava mortale. Il gladiatore era in
pieno delirio. Lanato attese che gli inservienti appoggiassero a terra la barella in un angolo della stanza
e spostassero il ferito su uno dei lettini vuoti. Una volta che i due furono usciti, riprese a parlare. Non
sei nella posizione di poter discutere con me. O uccidi limperatore e Appio rimane in vita, oppure ti
prendi la tua ricompensa e il bambino muore.
Pavone incresp la faccia. Lanato non gli lasciava scelta. Riluttante, fece un cenno di assenso,
facendo tirare un sospiro di sollievo al senatore. Bene! Sorridi Pavone, stai per diventare il salvatore
di Roma. Alla luce tremolante delle lampade a olio, il senatore infil una mano nella tunica ed
estrasse con discrezione un piccolo pugnale che chiuse immediatamente nella mano destra,
nascondendolo alla vista. Cautela eccessiva, giacch gli altri uomini nella stanza erano agonizzanti per
le ferite mortali. Nessuno si accorse di lui quando pass larma a Pavone. Questultimo osserv il
pugnale, improvvisamente sconcertato dallenormit dellatto che si accingeva a compiere. Si infil in
fretta larma tra le pieghe del perizoma, assicurandosi che nessuno lo vedesse. In quellistante
entrarono due guardie nella stanza. Lanato fece rapidamente un passo indietro da Pavone e si schiar la
voce.
Ti ho trattenuto fin troppo a lungo, amico mio. Sarai felice di ricevere la tua ricompensa
dallimperatore in persona. Con sguardo minaccioso, aggiunse: Assicurati di portare i miei saluti a
sua maest imperiale.
Con un rapido sorriso di incoraggiamento, Lanato si volt e si incammin per uscire. Le guardie
lo incrociarono, dirigendosi verso Pavone, afferrarono il giovane per un braccio ciascuna e lo
condussero fuori dalla stanza. Lo spinsero rudemente lungo il corridoio, superando vari accessi alle
gallerie prima di raggiungere la rampa di scalini marmorei che saliva nel padiglione imperiale. Le
pareti della scala erano riccamente decorate con immagini in bassorilievo dellimperatore che faceva un
segno di clemenza a un gladiatore sconfitto. Ai piedi della scalinata, quattro guardie pretoriane e un
uomo dal viso familiare attendevano il giovane per scortarlo nel padiglione.
Macrone!, esclam Pavone.
Ragazzo, rispose laconico loptio. Ancora tutto dun pezzo, vedo.
Quasi.
Discreta prestazione, gli fece Macrone in tono non proprio soddisfatto. Devi lavorare ancora
sui movimenti e sugli attacchi in affondo, alcuni erano francamente patetici Nel complesso, per, ti
sei comportato bene. A mano a mano che loptio parlava, lespressione e il tono si fecero pi dolci e
Pavone si sent il petto gonfio di orgoglio. Poche parole di modesto elogio dal suo ex mentore valevano
molto di pi dellacclamazione del pubblico.
Che ci fai qui?, gli chiese poi, guardandolo sorpreso. Perch sei vestito in questo modo?
Prenditela con quella serpe di Greco, rispose burbero Macrone scortandolo su per la scala.
Murena mi ha costretto a vestirmi da suo inserviente. Sto soffocando in questa tunica del cazzo!.
Ma per quale motivo? Pensavo fossi gi partito per il Reno.
Anchio lo pensavo, brontol Macrone. E sarei gi stato lontano da Roma a questora se
qualche bastardo non avesse deciso di complottare contro limperatore.
Pavone avvert un tremore gelido risalirgli dalla base della spina dorsale. Complottare per fare
cosa, esattamente?, chiese, fingendosi alloscuro.
Per assassinarlo, rispose secco Macrone. Pallade e Murena sostengono che qualche traditore
sta progettando di uccidere limperatore oggi, proprio qui, nellarena. Macrone strizz gli occhi contro
le nuvole grigie mentre si avvicinava allentrata nel padiglione. Se qualcuno ha veramente
lintenzione di uccidere Claudio, se la sta prendendo fin troppo comoda, mancano solo pochi
combattimenti alla fine dei giochi.
Pavone sent acuirsi il bruciore alla spalla e al petto.
Ti dico una cosa, riprese Macrone con voce grave. Se lassassino spunta fuori,  nella merda
fino al collo. Abbiamo lordine di portarlo al palazzo imperiale per interrogarlo, e sicuramente qualche
nome lo tirer fuori prima che i torturatori abbiano finito il lavoro.
Pavone trem al pensiero. A mano a mano che risalivano la scala, i dubbi che avevano preso
forma nella sua testa si fecero sempre pi insistenti. Si rendeva conto che uccidere Claudio non gli
avrebbe ridato la pace. Quella lavrebbe ottenuta solo vendicandosi di Ermete. Una voce nella testa,
per, replicava che non aveva scelta. Non se voleva salvare Appio.
Troppo tardi ormai, bisbigli.
Che dici, ragazzo?
Nulla, nulla, si affrett a rispondere Pavone, abbassando velocemente gli occhi.
Scuotendo la testa, Macrone fece strada al giovane nel padiglione imperiale. Murena li
attendeva impaziente, le mani intrecciate dietro la schiena, la fronte corrugata in unespressione seria.
Oh, Pavone! Finalmente sei venuto a prenderti il premio, vedo. Murena abbass la voce.
Adesso ricorda: sua maest imperiale ha la balbuzie e la tendenza a perdere bava dalla bocca quando 
eccitato. Ignora entrambe.
Pavone annu. Un odore di carne arrostita gli solletic le narici e not che ai lati del padiglione
si erano raggruppati alcuni schiavi imperiali con orci di vino e vassoi colmi di carne di maiale e fichi al
miele, che i membri del seguito imperiale stavano gi consumando. In basso, di fronte al padiglione,
vedeva il terreno dellarena. Gli inservienti erano ancora impegnati a ripulire la carneficina del
combattimento di gruppo, setacciando la sabbia insanguinata e raccogliendo con palette le viscere
sparpagliate. Pallade era in piedi accanto a Claudio seduto nel suo elegante scranno, circondato da
alcuni servitori e dalle guardie del corpo germaniche.
I ventimila spettatori dellarena tenevano il collo allungato per cercare di scorgere limperatore
che accoglieva il gladiatore vittorioso. Mentre Claudio si alzava lentamente dal sedile e gli si faceva
vicino, Pavone si sent gelare il sudore sulla schiena. Pallade fece schioccare le dita in direzione di un
servo che porse sollecito un vassoio carico di monete e un ramo di palma, i tradizionali doni offerti al
vincitore di un combattimento gladiatorio. Pavone tir un rapido e profondo sospiro mentre, con
discrezione, faceva scivolare la mano destra verso il perizoma. Ormai aveva raggiunto il punto di non
ritorno. Scorse Macrone poco lontano, gli occhi concentrati sulle gallerie circostanti, inconsapevole del
fatto che lassassino si trovasse a una distanza cos ravvicinata da lui.
Claudio si ferm davanti a Pavone, arricciando subito il naso per il puzzo di sudore e sangue
che emanava dal giovane gladiatore. Murena incroci le mani dietro la schiena con unespressione
gongolante in faccia. Sentendo al tatto la punta gelida del pugnale, Pavone si sent schizzare il sangue
alla testa.
Claudio spalanc le braccia con fare gioioso e gli fece un largo sorriso. C-c-che
spe-pe-tta-tacolo!, mitragli. Hai offerto unesi-si-bizione straordinaria, ragazzo!.
Sulle prime, il buonumore dellimperatore lo colse alla sprovvista. Pavone si aspettava un
Claudio perlomeno infuriato per la sua vittoria. La reazione aveva suscitato uno sguardo sorpreso anche
in Murena, not il gladiatore. In quellistante, il servitore avvicin il vassoio dargento allimperatore
cos che potesse personalmente offrire a Pavone il premio in denaro e il ramo di palma. Il giovane serr
i denti mentre chiudeva la mano destra intorno al manico del pugnale. Claudio fece segno al servitore
di allontanarsi.
Monete e ra-rami di palma non sono una ricompensa adeguata per un ve-vero campione!,
dichiar. Gli si illuminarono improvvisamente gli occhi e batt le mani. Meriti il giu-giusto premio. E
io ho proprio quello che ci vuole. Tuo fi-figlio deve essere risparmiato!.
Pavone si immobilizz con le dita strette sul pugnale. Un formicolio gelido gli scese lungo la
spina dorsale.
Mio figlio?, chiese con aria sconcertata. Aveva le labbra gelide, era in uno stato di shock
totale. Significa che  ancora al palazzo?.
Claudio aggrott la fronte, incuriosito. Perch? Ce-certo che  ancora l. Sorvegliato dalla
gua-guardia pretoriana.
Lanato Bastardo, pens Pavone, intuendo solo in quel momento che il senatore gli aveva
mentito. Non aveva mai avuto lintenzione di salvare Appio. Rilasci la presa sul pugnale e sfil la
mano da sotto il perizoma, i muscoli tremanti per la rabbia. Era arrivato vicinissimo a uccidere Claudio
e lavrebbe fatto per nulla.
Murena sgran gli occhi, anchegli sconcertato. Imperatore, inizi umilmente, devo
chiedervi di riconsiderare lidea.  realmente, ehm, saggio risparmiare la vita del figlio di questuomo?
Questo  Marco Valerio Pavone, figlio del legato Tito, il traditore luomo che ha tentato di riportare
Roma alla repubblica, maest
So be-bene chi !, ribatt Claudio senza neanche degnare il liberto di uno sguardo. Non
so-sono uno stu-tupido!.
Murena sorrise nervoso. Non era mia intenzione sottintendere questo, maest.
Non do-dobbiamo commettere gli ste-tessi errori dei nostri pre-de-decessori. Dobbiamo
ascoltare il po-popolo, continu limperatore, indicando le gallerie con un ampio gesto rotatorio della
mano. Murena e Pavone guardarono gli spettatori. Urlavano ancora tutti il nome del gladiatore. I
Romani riconoscono un eroe quando ne vedono uno. Il padre di questo gio-giovane era un traditore, ma
il figlio si  riconquistato la reputazione nellarena combattendo con grande onore.
Ma maest, tent di insistere Murena, ma limperatore gli lanci un severo sguardo di
rimprovero, facendolo ammutolire. Poi Claudio si volt di nuovo verso Pavone.
Murena mi ha detto che eri sta-tato condannato a morire a questi giochi. Pavone annu.
Invece di denaro, ti dar la libert. Nessun uomo che combatta con tanto ardore merita di subire una
morte offensiva. Poi, con un severo scintillio negli occhi, Claudio aggiunse: Nemmeno il figlio di un
tra-tra-di-to-tore.
Il liberto ebbe quasi un infarto. Devo protestare.
Silenzio!, gli ringhi contro Claudio.  deciso, Murena, e da servitore fedele quale sei, devi
eseguire i miei ordini.
Murena abbass imbarazzato gli occhi sui piedi, innervosito da quellinaspettata imposizione di
autorit da parte dellimperatore. S, maest.
Avrei anche un altro desiderio maest, disse Pavone, rivolgendosi allimperatore.
Claudio lo guard sorpreso. Unaltra cosa invece della libert? Dimmi.
Vorrei combattere contro Ermete.
Murena era ormai sul punto di esplodere. I muscoli del viso gli tremolavano per linenarrabile
odio che nutriva per il giovane.
Che splendida idea!, esclam Claudio, perdendosi un rivolo di bava da un angolo della bocca
per leccitazione. I due pi grandi gla-gladiatori di Ro-roma che si affrontano in un combattimento
allultimo sa-sangue! La chiu-chiu-chiusura perfetta dei giochi!. A quel punto Claudio si volt verso
Murena. Che ne di-dici?
Come desiderate, maest, rispose il liberto con simulata grazia.
Pavone ebbe la sensazione di essersi liberato di un enorme fardello dalle spalle. Finalmente il
suo desiderio si realizzava: avrebbe avuto il suo combattimento contro il gladiatore che aveva ucciso
suo padre nellarena, gettando infamia sul nome della sua famiglia. Lemozione lo strozzava in gola.
Non riusciva ancora a credere che fosse vero. Poi, mentre limperatore si voltava, ricord una cosa.
C unaltra cosa, maest.
Claudio si blocc e si volt. S?, chiese secco.
Pavone scorse una venatura di irritazione nei suoi occhi e si chiese se non si fosse spinto troppo
oltre. Claudio, del resto, gli aveva gi promesso di risparmiare suo figlio e di farlo combattere contro
Ermete. E allora? Di cosa si tratta?.
Pavone irrigid i muscoli del collo. Vorrei scegliere io stesso il mio preparatore per il combattimento.
Claudio sembr ponderare la richiesta per qualche istante e poi annu impaziente. Molto bene.
Il mio segretario si occuper dei dettagli. Claudio fiss glaciale Murena. Giusto, Murena?
S, maest.
Limperatore grugn una risposta e torn a sedersi, mentre gli inservienti finivano di ripulire
larena e lannunciatore presentava i gladiatori successivi. Murena lanci a Pavone unocchiata
fulminante, gli occhi socchiusi e le labbra serrate e tremanti di sdegno.
Me la pagherai per questo, sibil. Stanne pur certo.
Pavone ghign. Non stai forse dimenticando qualcosa? Luomo che voglio come addestratore.
Murena sbianc definitivamente dalla rabbia. Il pubblico acclam, urlando, i nuovi gladiatori che entravano nellarena.
Dammi il nome, sibil il liberto, la voce appena udibile tra le urla del pubblico.
Pavone fece segno verso loptio al suo fianco.
Voglio che mi alleni Macrone.
...
.
...
FINE.